domenica, Giugno 21

Flotilla per Gaza fermata nel Mediterraneo, Israele sequestra decine di navi: oltre 400 attivisti in arresto

Nuova tensione nel Mediterraneo orientale, dove la Global Sumud Flotilla, il convoglio civile partito con l’obiettivo dichiarato di portare aiuti umanitari verso Gaza, sarebbe stata intercettata nella notte da unità militari israeliane in acque internazionali al largo di Creta. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, diverse imbarcazioni sarebbero state fermate mentre proseguivano la navigazione verso il corridoio umanitario.

Il fermo in mare aperto

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La versione diffusa dagli attivisti parla di un’operazione improvvisa avvenuta nel cuore della notte. In alcuni filmati pubblicati sui canali social del movimento si vedrebbero militari armati salire a bordo di una delle navi mentre ai presenti viene ordinato di rimanere immobili con le mani alzate. Le immagini hanno rapidamente fatto il giro del web, alimentando polemiche e richieste di chiarimento da parte di diverse organizzazioni internazionali.

Secondo fonti vicine alla flottiglia, almeno 22 imbarcazioni sarebbero state intercettate, mentre altre navi del convoglio risulterebbero ancora in navigazione. I numeri complessivi restano però incerti, perché nelle ore successive sarebbero emerse informazioni contrastanti sul totale delle unità coinvolte.

Gli attivisti parlano di “pirateria”

I portavoce della Global Sumud Flotilla hanno definito quanto accaduto un atto gravissimo. In una nota diffusa nelle prime ore del mattino, gli organizzatori hanno parlato di “rapimento di civili in alto mare”, sostenendo che l’intervento sarebbe avvenuto a centinaia di chilometri dalle coste israeliane.

Secondo gli attivisti, il convoglio si trovava in acque internazionali e per questo motivo l’operazione verrebbe considerata una violazione del diritto marittimo. Per questo è stato rivolto un appello immediato ai governi europei affinché intervengano diplomaticamente per verificare la sorte delle persone fermate.

La versione israeliana

Dall’altra parte, media vicini all’apparato di sicurezza israeliano riferiscono che la Marina avrebbe sequestrato circa 50 imbarcazioni e fermato oltre 400 persone presenti a bordo. Secondo questa ricostruzione, gli attivisti sarebbero stati informati dell’arresto e trasferiti sotto controllo militare.

Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali sulle accuse contestate né sulla destinazione delle persone fermate. Proprio questa mancanza di informazioni sta aumentando la pressione internazionale su una vicenda che rischia di trasformarsi in un nuovo fronte politico.

Un caso destinato a pesare

L’episodio arriva in un momento già estremamente delicato per l’intera area mediorientale. Il blocco navale attorno a Gaza continua a rappresentare uno dei punti più controversi del conflitto e ogni iniziativa civile diretta verso la Striscia finisce inevitabilmente per assumere un significato politico molto più ampio.

Le prossime ore saranno decisive per capire se i governi coinvolti chiederanno spiegazioni ufficiali o se la vicenda resterà confinata a un nuovo scontro diplomatico. Intanto resta il timore che questo episodio possa provocare ulteriori tensioni in una regione già profondamente instabile.

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