La famiglia di Gaia – molto conosciuta nel territorio: il padre Alfredo Costa è un sindacalista storico della Cisl Gallura, la madre lavora presso un Caf – ha incaricato l’avvocato Antonello Desini per tutelare i propri diritti. A Tempio, intanto, è stato proclamato il lutto cittadino e sono stati annullati gli eventi pubblici.
La difesa: “Circostanze da chiarire, cordoglio alla famiglia”
Secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, l’avvocato di Vivian Spohr ha dichiarato: “Le circostanze esatte sono ora in fase di accertamento. La famiglia Spohr ha espresso le sue più sentite condoglianze ai familiari della vittima”.
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Fonti vicine alla famiglia confermano che Carsten Spohr non era a bordo del SUV. La manager tedesca, subito dopo l’impatto, si è fermata e ha accusato un malore. Le indagini, coordinate dalla Procura di Civitavecchia, proseguono in attesa dell’autopsia e di eventuali nuove perizie dinamiche sull’incidente.
Una morte che divide: giustizia o privilegio?
Il ritorno della Spohr in patria, senza provvedimenti restrittivi, accende un interrogativo delicato: sarebbe stato possibile per qualsiasi altro cittadino tornare subito a casa dopo aver causato una morte sulle strisce? E se il coinvolto non fosse stato il coniuge di un amministratore delegato internazionale, la risposta della giustizia sarebbe stata la stessa?
Domande che scuotono l’opinione pubblica e alimentano un dibattito profondo sulla credibilità del sistema giudiziario, proprio mentre una famiglia piange la perdita ingiusta di una figlia di appena 24 anni. E mentre Porto Cervo torna lentamente alla sua normalità turistica, l’Italia continua a chiedere verità e giustizia per Gaia.