Grande attenzione hanno suscitato anche alcune pagine strappate dal diario, riferibili al periodo in cui Sempio aveva tra i 18 e i 20 anni. Su questo, l’amico ha mantenuto una posizione cauta, senza alimentare ulteriori interpretazioni.
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I post sul forum e il rapporto con le donne
Nelle ultime settimane hanno fatto discutere alcuni post scritti da Sempio su un forum, messaggi in cui diversi osservatori hanno letto un atteggiamento poco rispettoso verso le donne. Crepaldi ha ammesso di aver provato un certo disagio leggendoli, precisando però che non corrisponderebbero alla persona da lui conosciuta.
Anche Ilaria Conti ha smentito che vi fossero particolari problemi: ha raccontato di essere stata accolta con affetto fin dal primo incontro e ha descritto Sempio come una persona normale e affettuosa, lontana dall’immagine emersa di recente.
Il ricordo di “Elena”
Crepaldi ha poi rievocato un episodio del passato, legato a una cameriera di una birreria, una certa Elena, per cui Sempio avrebbe nutrito un interesse. L’amico, pur senza parlare di sentimenti profondi, ha riferito che si intuiva l’attrazione.
Lo stesso Crepaldi ha inoltre escluso che Sempio gli avesse mai fatto cenno a Chiara Poggi o ad Alberto Stasi, il fidanzato della ragazza condannato nel 2015 per l’omicidio, dicendosi certo che l’amico non conoscesse la sorella di Marco Poggi.
Il nodo del numero di scarpe
Tra gli elementi al centro dell’inchiesta c’è anche il numero di scarpe. Sulla scena del crimine fu rilevata all’epoca un’impronta corrispondente a un 42, mentre Sempio ha sempre dichiarato di calzare un 44 sin dai 18-19 anni.
A confermarlo è stato proprio Crepaldi, che porta lo stesso numero: ha raccontato di ricordarlo con certezza grazie a un episodio specifico, legato all’acquisto di un paio di scarpe che piaceva a entrambi. Un dettaglio apparentemente minimo, ma che potrebbe avere un peso nella ricostruzione complessiva. Saranno gli accertamenti a stabilire quale valore attribuire a ciascun elemento di una vicenda che, a quasi vent’anni di distanza, continua a dividere.