Una competenza costruita proprio sul terreno delle prove scientifiche, quelle che spesso fanno la differenza tra una condanna e un’assoluzione.
Quando una prova “salta”
Il genetista ha poi ricordato come, nella pratica giudiziaria, non siano affatto rari i casi in cui una traccia genetica inizialmente considerata decisiva venga successivamente esclusa o ridimensionata.
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Tra gli esempi citati, proprio il caso Kercher, in cui il dibattito processuale si concentrò anche sul cosiddetto gancetto del reggiseno. In quel procedimento emersero contestazioni legate alla possibile contaminazione del reperto e alle modalità con cui la prova era stata raccolta.
L’importanza della conservazione dei reperti
Secondo Novelli, può accadere che venga dimostrata una contaminazione oppure una degradazione del campione. Per questo, ha spiegato, la corretta conservazione e analisi dei reperti rappresenta un elemento essenziale per garantire l’affidabilità delle conclusioni scientifiche.
Un monito che, applicato al caso di Garlasco, apre scenari tutti da verificare. Saranno gli accertamenti della nuova inchiesta a stabilire se i dubbi sollevati dall’esperto troveranno o meno riscontro.
Di certo, le sue parole confermano quanto il delitto di Chiara Poggi continui a interrogare l’opinione pubblica a distanza di anni. Un caso che, tra perizie, riletture e nuove indagini, sembra ancora lontano da una risposta definitiva.