giovedì, Maggio 7

Garlasco, la Procura di Pavia chiude le indagini su Sempio

La Procura di Pavia ha chiuso le indagini su Andrea Sempio per il delitto di Chiara Poggi. Il 38enne è accusato di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti — e, per la prima volta, è l’unico indagato, senza più il concorso con Alberto Stasi o con ignoti. La ricostruzione dei pm è precisa e brutale. E ora gli atti vengono inoltrati alla procuratrice generale di Milano Francesca Nanni per l’eventuale avvio della procedura di revisione del processo che ha condannato Stasi.

La ricostruzione della Procura: come sarebbe avvenuto il delitto

Leggi anche:Garlasco, Vittorio Feltri shock: “Stasi e Sempio innocenti entrambi”

Leggi anche:Caso Garlasco, nuove polemiche sui genitori di Chiara: “Ipotesi sconcertante”

DB
DOBLO High Impact Ads
DB
DB
DOBLO AI- Multisite Ready
DB

Leggi anche:Caso Garlasco, la legale di Stasi: “Se le intercettazioni saranno confermate Alberto può uscire dal carcere”

La chiusura delle indagini ricalca in toto l’invito a comparire della settimana scorsa. Secondo i pm, dopo una iniziale colluttazione Sempio avrebbe colpito Chiara Poggi più volte con un corpo contundente — prima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra — facendola cadere a terra. L’avrebbe poi trascinata verso la porta della cantina. Quando la 26enne aveva tentato di reagire mettendosi carponi, Sempio l’avrebbe colpita nuovamente alla testa con almeno 3-4 colpi, facendole perdere i sensi.

Non si era fermato. Aveva spinto il corpo lungo le scale della cantina e, nonostante Chiara fosse già incosciente, l’aveva colpita ancora con almeno 4-5 colpi alla nuca. Il risultato: almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto. Lesioni cranio-encefaliche dalle quali derivava il decesso.

Il movente: il rifiuto delle avance sessuali

Il movente indicato dalla Procura è il rifiuto. Chiara Poggi aveva respinto l’approccio sessuale di Sempio — e questo avrebbe scatenato l’omicidio. Da qui l’aggravante dei motivi abietti: “Riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”. A cui si aggiunge l’aggravante della crudeltà, giustificata dall’“efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima”.

Le prove: DNA, impronta 33 e l’intercettazione in auto

Contro Sempio la Procura ha costruito un impianto su più livelli. Il DNA trovato sulle unghie della vittima è compatibile con la linea maschile di Sempio — anche se la genetista Denise Albani ha precisato che è impossibile stabilire se derivi da contatto diretto o trasferimento indiretto. C’è poi la cosiddetta impronta 33, trovata sulla scala dove Chiara Poggi fu ulteriormente colpita — che i consulenti dell’accusa attribuiscono a Sempio e quelli della difesa contestano.

Continua a leggere per scoprire maggiori dettagli.