mercoledì, Luglio 1

Trump cambia rotta sui dazi: cosa succede ora dopo il suo annuncio

Trump cambia rotta sui dazi:

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un’importante svolta nella sua politica commerciale. In un messaggio pubblicato sulla sua piattaforma Truth, l’inquilino della Casa Bianca ha dichiarato una sospensione temporanea delle tariffe doganali per la maggior parte dei Paesi, accompagnata da una significativa riduzione al 10% per un periodo di 90 giorni. Tuttavia, questo gesto di apertura non riguarda la Cina, che viene colpita da un drastico inasprimento delle tariffe, portate al 125%.

Un passo indietro strategico: tregua di 90 giorni sui dazi

Nel suo annuncio, Trump ha spiegato di aver deciso questa tregua commerciale per agevolare il dialogo con i numerosi Paesi che hanno avviato un percorso negoziale con gli Stati Uniti. Più di 75 nazioni hanno contattato rappresentanti statunitensi, inclusi il Dipartimento del Commercio, il Tesoro e l’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR), per discutere questioni chiave come il commercio internazionale, le barriere commerciali, le tariffe doganali e la manipolazione valutaria.

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Il presidente ha evidenziato che questi Paesi, su suo preciso invito, hanno evitato ritorsioni contro gli Stati Uniti, favorendo così un clima più disteso. “Per questo motivo – ha scritto Trump – autorizzo una pausa di 90 giorni e l’applicazione di una tariffa reciproca ridotta al 10%, con effetto immediato”.

Esclusione della Cina: dazi quadruplicati al 125%

La Cina, tuttavia, è stata esclusa da questa tregua. In netto contrasto con l’approccio verso gli altri partner commerciali, Trump ha deciso di aumentare in modo drastico i dazi nei confronti del gigante asiatico, portandoli al 125%. Questo provvedimento, secondo il presidente, è una risposta alla mancanza di rispetto mostrata dalla Cina verso le regole del mercato globale.

“Non possiamo più tollerare che la Cina continui a sfruttare economicamente gli Stati Uniti e altri Paesi”, ha dichiarato Trump. “Spero che, prima o poi, anche la Cina comprenda che l’epoca in cui si arricchiva a spese nostre è finita.”

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Washington cerca accordi bilaterali personalizzati

Il nuovo corso voluto da Trump punta su intese commerciali costruite su misura con i singoli Stati. Il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha ribadito la volontà dell’amministrazione americana di negoziare direttamente con ciascun partner per trovare soluzioni mirate. “La Cina rappresenta il principale ostacolo al riequilibrio del commercio mondiale”, ha dichiarato Bessent, sottolineando che gli Stati Uniti continueranno a collaborare con i propri alleati per costruire un sistema più equo.

La reazione della Cina: dazi fino all’84% sui prodotti USA

La risposta cinese non si è fatta attendere. Pechino ha annunciato un aumento fino all’84% delle tariffe sui prodotti statunitensi, aggravando ulteriormente le tensioni. Questa mossa è vista come una contromisura diretta all’inasprimento deciso da Trump, e segna un ulteriore capitolo nella complessa e ormai prolungata guerra commerciale tra le due potenze economiche.

L’Unione Europea si prepara con controdazi

Anche Bruxelles ha reagito alle recenti mosse americane, confermando la sua intenzione di attivare una lista di dazi di ritorsione. L’Unione Europea ha infatti approvato un pacchetto di tariffe aggiuntive, prevalentemente al 25%, che verranno implementate in tre fasi: la prima il 15 aprile, la seconda il 16 maggio e la terza il 1° dicembre. Si tratta di una risposta strutturata e coordinata che mira a difendere l’industria europea dagli effetti delle politiche protezionistiche statunitensi.

L’Italia in prima linea: Meloni pronta a incontrare Trump

L’Italia non resta a guardare. La premier Giorgia Meloni ha avuto una riunione con la task force governativa dedicata alle questioni commerciali, per analizzare l’impatto delle nuove politiche doganali e preparare una strategia di risposta. Meloni volerà negli Stati Uniti il prossimo 17 aprile per un incontro diretto con il presidente Trump, con l’obiettivo di difendere gli interessi economici italiani e aprire un dialogo costruttivo.

I mercati reagiscono: boom a Wall Street, cali in Europa e Asia

Le prime reazioni dei mercati finanziari sono state contrastanti. In Asia e in Europa, le borse avevano registrato pesanti perdite a causa dell’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Cina. Milano, in particolare, aveva chiuso con un netto calo. Tuttavia, l’annuncio della sospensione dei dazi ha avuto un effetto positivo immediato su Wall Street. I principali indici statunitensi – Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq – hanno fatto registrare impennate superiori al 5%, segnale che gli investitori hanno accolto positivamente la decisione di Trump di aprire alla diplomazia.

Una strategia a doppio binario: cooperazione e fermezza

La mossa di Trump può essere interpretata come un tentativo di bilanciare fermezza e cooperazione. Da un lato, apre la porta al dialogo con i Paesi che vogliono collaborare; dall’altro, lancia un chiaro avvertimento alla Cina, considerata da Washington il principale ostacolo al riequilibrio del commercio globale. Questa strategia a doppio binario potrebbe portare a nuovi assetti nelle relazioni internazionali, ridefinendo i rapporti tra le grandi economie mondiali.