La Global Sumud Flotilla, partita con l’obiettivo dichiarato di portare aiuti umanitari verso la Striscia di Gaza, è stata fermata nel Mediterraneo orientale dopo un’operazione che sta già provocando forti reazioni politiche e diplomatiche. Le imbarcazioni sarebbero state intercettate nella notte al largo dell’isola di Creta, in una zona di mare considerata internazionale.
Il blocco in mare e i primi fermi

Secondo quanto riferito dagli organizzatori della missione, diverse unità navali israeliane avrebbero raggiunto il convoglio durante la navigazione, intimando agli attivisti di interrompere la rotta. Alcune barche sarebbero state successivamente prese sotto controllo dai militari, mentre i passeggeri sarebbero stati trasferiti verso il porto israeliano di Ashdod.
Tra le persone fermate figurerebbero anche 24 cittadini italiani, presenti a bordo delle imbarcazioni che componevano la spedizione. Il team legale della missione ha parlato di un’azione condotta molto lontano dalle coste israeliane, elemento che potrebbe aprire un nuovo scontro sul piano del diritto internazionale.
La versione di Israele
Dal canto suo, il ministero degli Esteri israeliano sostiene che l’operazione sia stata necessaria per impedire una violazione del blocco navale imposto attorno a Gaza. In alcuni filmati diffusi sui social, le autorità israeliane mostrano immagini delle perquisizioni a bordo, sostenendo di aver trovato materiale non riconducibile esclusivamente ad aiuti umanitari.
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Tra gli oggetti mostrati nei video diffusi online compaiono anche preservativi e sostanze sospette, che Tel Aviv indica come prova della natura controversa della missione. Una ricostruzione che però viene contestata dagli attivisti, secondo cui si tratterebbe di una narrazione costruita per delegittimare l’iniziativa.
Le accuse degli attivisti
Gli organizzatori parlano invece di un vero e proprio “sequestro in acque internazionali”. Alcuni membri della Flotilla sostengono che durante l’abbordaggio siano stati danneggiati motori e sistemi di comunicazione di alcune barche, lasciando i civili in mare in condizioni di forte pericolo.
Le immagini diffuse in rete mostrano diversi partecipanti con le mani alzate mentre i militari salgono a bordo. Una scena che ha immediatamente alimentato polemiche politiche in Italia e in altri Paesi europei, dove si chiedono chiarimenti sull’accaduto.
La reazione politica in Italia
La presenza di cittadini italiani tra i fermati ha spinto diversi esponenti politici a chiedere l’intervento immediato della Farnesina. Nelle prossime ore il governo italiano potrebbe avviare verifiche ufficiali per accertare la posizione dei connazionali coinvolti e le modalità del fermo.
Il caso rischia ora di trasformarsi in un nuovo fronte diplomatico, in un momento già estremamente delicato per gli equilibri internazionali legati al conflitto in Medio Oriente.