lunedì, Giugno 29

Carri armati israeliani entrano a Gaza City: raid aerei, artiglieria e droni. Netanyahu avrebbe avvisato Trump sull’attacco in Qatar

L’escalation militare a Gaza

Le forze armate israeliane hanno intensificato le operazioni nella parte settentrionale della Striscia di Gaza, con i carri armati entrati a Gaza City. L’avanzata è stata supportata da raid aerei, artiglieria e droni, causando pesanti scontri in diversi quartieri urbani. L’obiettivo dichiarato resta quello di colpire postazioni strategiche di Hamas, ma la manovra segna una nuova fase dell’invasione.

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L’attacco a Doha e la linea di Netanyahu

Parallelamente, emergono dettagli sull’attacco israeliano a Doha, in Qatar, contro presunti leader di Hamas. Secondo fonti diplomatiche, il primo ministro Benjamin Netanyahu avrebbe informato in anticipo il presidente americano Donald Trump dell’operazione, avvenuta la scorsa settimana.

La versione ufficiale della Casa Bianca sostiene invece che Washington sarebbe stata avvisata solo a operazione già in corso. Una discrepanza che sta alimentando tensioni tra USA e Israele.

Qatar accusa: “Violata la nostra sovranità”

L’attacco ha avuto conseguenze politiche immediate. Il Qatar, che da anni svolge un ruolo di mediatore nel conflitto israelo-palestinese, ha denunciato «una grave violazione della propria sovranità» e ha chiesto chiarimenti agli alleati occidentali.

Per contenere la crisi diplomatica, il Segretario di Stato USA ha annunciato una visita a Doha per riaffermare il sostegno degli Stati Uniti alla sicurezza e stabilità del Paese del Golfo.

Un conflitto sempre più regionale

Intanto la situazione sul campo a Gaza rimane drammatica: bombardamenti e sfollamenti si intensificano, mentre Israele punta a neutralizzare infrastrutture e basi di Hamas. L’offensiva è condotta con una strategia integrata via terra e dal cielo, trasformando le aree urbane in veri teatri di guerra.

Le implicazioni geopolitiche

L’escalation mostra come il conflitto non resti confinato a Gaza. L’episodio di Doha intreccia la crisi mediorientale con nuove tensioni internazionali. Se da un lato Israele rivendica il diritto di colpire la rete globale di Hamas, dall’altro cresce la frattura con Doha, storico partner di Stati Uniti e Israele.

Il coordinamento tra Tel Aviv e Washington resta un nodo delicato, che potrebbe incidere sulle future alleanze e sul fragile equilibrio regionale.