«La mia rinuncia aveva lo scopo di generare una reazione costruttiva», spiega. L’obiettivo era portare i genitori a riflettere sulle criticità del rapporto con le istituzioni e con i servizi sociali, criticità che – secondo Angelucci – impedivano qualsiasi reale percorso condiviso.
Una mossa che, a suo giudizio, avrebbe raggiunto il risultato desiderato: «Evidentemente ho ottenuto il risultato sperato», afferma l’avvocato, convinto che il cambiamento mostrato dalla coppia nelle ultime ore sia collegato proprio al suo gesto.
“Al centro ci sono i bambini”: la linea dell’ex legale
Angelucci ribadisce che tutte le sue scelte sono state fatte mettendo al primo posto «il bene primario dei tre bambini». Una situazione complessa e delicata, che richiede – ricorda – collaborazione da parte di tutti, equilibrio e sostegno istituzionale.
La vicenda dei bambini di Palmoli continua dunque a evolversi, con la speranza che il nuovo clima di apertura possa finalmente favorire un percorso condiviso tra famiglia, istituzioni e comunità locale.











