lunedì, Febbraio 16

“Ho sparato”. Cacciatori morti nel bosco, clamorosa svolta nelle indagini

Gli investigatori attendono intanto gli esiti delle perizie balistiche, ritenute fondamentali per ricostruire con precisione le traiettorie dei colpi, le armi utilizzate e le eventuali responsabilità.

Le perizie tecniche e gli accertamenti

In un primo momento, i difensori dell’indagato avevano chiesto la riserva di incidente probatorio, sospendendo per alcuni giorni gli accertamenti su fucili, cartucce, proiettili, indumenti e dispositivi elettronici.

Successivamente la richiesta è stata ritirata, consentendo la prosecuzione delle analisi.

Anche il tampone per la ricerca di residui di polvere da sparo potrebbe avere un valore limitato, poiché l’uomo è un cacciatore abituale e aveva maneggiato armi nei giorni precedenti.

Le ultime ore prima della tragedia

Secondo quanto ricostruito, la mattina del 28 gennaio il 52enne si sarebbe recato all’alba a casa di Antonio Gatani per un caffè, prima di dirigersi verso la campagna di Montagnareale per recuperare il cane da caccia.

In un primo momento avrebbe dichiarato di essersene andato a causa della pioggia.
In seguito ha ammesso di essere rimasto sul posto e di aver partecipato alla sparatoria.

Resta ora da chiarire cosa abbia innescato il conflitto a fuoco che ha portato alla morte dei tre uomini.

Indagini ancora in corso

Al momento le uniche certezze sono la presenza dell’indagato sul luogo della tragedia e il ritrovamento dei tre corpi.

Saranno le perizie tecniche e i prossimi interrogatori a stabilire con precisione dinamica e responsabilità in uno dei casi più gravi avvenuti nelle ultime settimane in Sicilia.

Indagini in corso. L’uomo resta indagato fino a eventuale sentenza definitiva.
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