venerdì, Aprile 3

“Ho sparato”. Cacciatori morti nel bosco, clamorosa svolta nelle indagini

Gli investigatori attendono intanto gli esiti delle perizie balistiche, ritenute fondamentali per ricostruire con precisione le traiettorie dei colpi, le armi utilizzate e le eventuali responsabilità.

Le perizie tecniche e gli accertamenti

In un primo momento, i difensori dell’indagato avevano chiesto la riserva di incidente probatorio, sospendendo per alcuni giorni gli accertamenti su fucili, cartucce, proiettili, indumenti e dispositivi elettronici.

Successivamente la richiesta è stata ritirata, consentendo la prosecuzione delle analisi.

Anche il tampone per la ricerca di residui di polvere da sparo potrebbe avere un valore limitato, poiché l’uomo è un cacciatore abituale e aveva maneggiato armi nei giorni precedenti.

Le ultime ore prima della tragedia

Secondo quanto ricostruito, la mattina del 28 gennaio il 52enne si sarebbe recato all’alba a casa di Antonio Gatani per un caffè, prima di dirigersi verso la campagna di Montagnareale per recuperare il cane da caccia.

In un primo momento avrebbe dichiarato di essersene andato a causa della pioggia.
In seguito ha ammesso di essere rimasto sul posto e di aver partecipato alla sparatoria.

Resta ora da chiarire cosa abbia innescato il conflitto a fuoco che ha portato alla morte dei tre uomini.

Indagini ancora in corso

Al momento le uniche certezze sono la presenza dell’indagato sul luogo della tragedia e il ritrovamento dei tre corpi.

Saranno le perizie tecniche e i prossimi interrogatori a stabilire con precisione dinamica e responsabilità in uno dei casi più gravi avvenuti nelle ultime settimane in Sicilia.

Indagini in corso. L’uomo resta indagato fino a eventuale sentenza definitiva.

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