Gli investigatori attendono intanto gli esiti delle perizie balistiche, ritenute fondamentali per ricostruire con precisione le traiettorie dei colpi, le armi utilizzate e le eventuali responsabilità.
Le perizie tecniche e gli accertamenti
In un primo momento, i difensori dell’indagato avevano chiesto la riserva di incidente probatorio, sospendendo per alcuni giorni gli accertamenti su fucili, cartucce, proiettili, indumenti e dispositivi elettronici.
Successivamente la richiesta è stata ritirata, consentendo la prosecuzione delle analisi.
Anche il tampone per la ricerca di residui di polvere da sparo potrebbe avere un valore limitato, poiché l’uomo è un cacciatore abituale e aveva maneggiato armi nei giorni precedenti.
Le ultime ore prima della tragedia
Secondo quanto ricostruito, la mattina del 28 gennaio il 52enne si sarebbe recato all’alba a casa di Antonio Gatani per un caffè, prima di dirigersi verso la campagna di Montagnareale per recuperare il cane da caccia.
In un primo momento avrebbe dichiarato di essersene andato a causa della pioggia.
In seguito ha ammesso di essere rimasto sul posto e di aver partecipato alla sparatoria.
Resta ora da chiarire cosa abbia innescato il conflitto a fuoco che ha portato alla morte dei tre uomini.
Indagini ancora in corso
Al momento le uniche certezze sono la presenza dell’indagato sul luogo della tragedia e il ritrovamento dei tre corpi.
Saranno le perizie tecniche e i prossimi interrogatori a stabilire con precisione dinamica e responsabilità in uno dei casi più gravi avvenuti nelle ultime settimane in Sicilia.



















