Ad esempio:
- Francia: pensione intorno ai 62 anni
- Polonia e Romania: requisiti più bassi rispetto all’Italia
- Malta e Ungheria: soglie generalmente inferiori
Chi ha lavorato in più Paesi può presentare un’unica domanda e ottenere una pensione “mista”.
Non è una scorciatoia, ma una strategia
È importante chiarire che non si tratta di un trucco illegale, ma di un sistema previsto dalle normative internazionali.
Tuttavia, non è automatico: bisogna trasferirsi davvero, lavorare e versare contributi nel Paese estero. Solo così si possono ottenere vantaggi concreti.
Conviene davvero?
La risposta dipende dalla situazione personale. Per chi ha una carriera internazionale o è disposto a trasferirsi, può essere una strategia efficace per anticipare la pensione.
Per chi invece resta in Italia, le regole della legge Fornero restano il riferimento principale.
In ogni caso, conoscere queste possibilità è fondamentale per pianificare al meglio il proprio futuro previdenziale.