Il decreto introduce anche un sistema definito “accisa mobile”. In pratica, se il prezzo del petrolio supera determinate soglie, lo Stato potrà utilizzare l’extra gettito IVA per ridurre temporaneamente le accise.
Si tratta di una sorta di ammortizzatore automatico, pensato per contenere eventuali impennate dei prezzi alla pompa.
Un intervento contro la speculazione
L’intero impianto della norma punta a contrastare possibili fenomeni speculativi, aumentando la visibilità dei prezzi e rafforzando i controlli lungo tutta la catena, dalle compagnie petrolifere ai distributori.
Il governo punta così a costruire un sistema più trasparente, in grado di tutelare i consumatori e stabilizzare il mercato in una fase di forte incertezza internazionale.
Cosa cambia per gli italiani
Per gli automobilisti, gli effetti saranno immediati soprattutto sul piano informativo: maggiore chiarezza sui prezzi e più strumenti per scegliere dove fare rifornimento.
Resta da capire quale sarà l’impatto reale sulle tariffe nel medio periodo, ma il decreto segna un primo passo verso un controllo più rigoroso del settore.


















