Il tema, come spesso accade nei big match, si è spostato rapidamente anche sull’utilizzo del VAR: in molti si sono chiesti se vi fossero gli estremi per una revisione più approfondita. Un interrogativo destinato ad alimentare il dibattito anche nei prossimi giorni.
L’insulto social e la bufera mediatica
Il post di Johnson Righeira ha però spostato l’attenzione dal campo al piano personale. L’espressione utilizzata contro Bastoni ha fatto il giro della rete in pochi minuti, scatenando reazioni contrastanti: c’è chi parla di sfogo da tifoso e chi invece condanna l’uso di toni così duri nei confronti di un calciatore.
In un contesto già segnato da una rivalità storica, l’episodio ha contribuito ad amplificare la tensione. Inter-Juve è da sempre una sfida che va oltre i novanta minuti, e ogni decisione controversa tende a trasformarsi in un caso nazionale.
Il silenzio della Juventus e le possibili conseguenze
Nel post partita la Juventus ha scelto una linea di prudenza. Nessuna dichiarazione polemica da parte dell’allenatore Luciano Spalletti, mentre davanti alle telecamere si sono presentati soltanto Giorgio Chiellini e l’amministratore delegato Damien Comolli, evitando commenti diretti sull’operato arbitrale.
Una scelta interpretata da molti come segnale di forte disappunto, ma anche come tentativo di non alimentare ulteriormente una polemica già esplosa sui social. Resta ora da capire se il giudice sportivo o la Procura federale valuteranno eventuali profili disciplinari legati all’insulto pubblicato online.
Intanto il dibattito continua. Tra chi contesta l’espulsione di Kalulu e chi condanna gli attacchi personali, il confine tra critica sportiva e aggressione verbale si fa sempre più sottile. Sul campo la sfida è archiviata, ma fuori dal rettangolo verde la partita mediatica è appena cominciata.
















