Mentre la guerra in Medio Oriente continua a tenere sotto pressione i mercati energetici globali, a Bruxelles si lavora per evitare che l’Europa si faccia trovare impreparata. Il rischio di interruzioni nelle forniture energetiche è concreto, e la Commissione ha deciso di muoversi prima che la situazione diventi emergenza. Il risultato è un pacchetto di raccomandazioni coordinate, denominato “Accelerate EU”, atteso nella sua versione ufficiale il 22 aprile, che potrebbe cambiare in modo significativo le abitudini quotidiane di cittadini e imprese in tutta Europa.
Perché l’Europa è preoccupata

La crisi energetica non è più uno scenario teorico. Il blocco dello Stretto di Hormuz — snodo attraverso cui transita una quota rilevante del petrolio mondiale — ha già fatto sentire i suoi effetti sui prezzi e sulla certezza delle forniture future. Le riserve europee di gas reggono ancora, ma la stagione estiva porta consumi aggiuntivi per il raffreddamento, e l’inverno si avvicina con un orizzonte ancora incerto.
L’Europa ha imparato una lezione dalla crisi del 2022, quando ogni Paese rispose per conto suo alla riduzione delle forniture russe, con misure disomogenee e risultati parziali. Questa volta l’obiettivo è una risposta coordinata tra i 27 Stati membri, capace di distribuire lo sforzo in modo equo ed evitare che la crisi si trasformi in un’emergenza gestita male.
Il telelavoro obbligatorio: almeno un giorno a settimana
Tra le misure più significative della bozza c’è l’introduzione di almeno un giorno di telelavoro obbligatorio a settimana per chi può lavorare da remoto. Una scelta che riduce i consumi legati agli spostamenti, alleggerisce la pressione sui trasporti pubblici e privati e abbassa indirettamente il fabbisogno energetico complessivo. Non è una misura nuova — l’abbiamo già vissuta durante il Covid — ma in questo contesto assume un significato diverso: non è una risposta a un’emergenza sanitaria, ma a una crisi economica e geopolitica.
Meno riscaldamento, consumi nelle fasce orarie giuste e PA che dà l’esempio
Sul fronte domestico il piano chiede ai cittadini di abbassare il riscaldamento, evitare gli sprechi e spostare l’utilizzo di elettricità nelle fasce orarie meno critiche — la notte e le prime ore del mattino, quando la rete è meno sotto pressione. Non si tratta di imposizioni rigide ma di raccomandazioni accompagnate da strumenti di supporto.