domenica, Giugno 28

Maldive, cinque italiani morti durante un’immersione: esploravano una grotta a 50 metri di profondità

Una tragedia drammatica ha colpito un gruppo di turisti italiani alle Maldive. Cinque connazionali sono morti durante un’immersione subacquea nell’atollo di Vaavu, una delle aree più frequentate dagli appassionati di diving nell’arcipelago dell’Oceano Indiano.

La notizia è stata confermata ufficialmente dalla Farnesina, che segue il caso insieme all’Ambasciata italiana a Colombo e alle autorità locali maldiviane.

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L’immersione e la scomparsa dei sub

Secondo le prime ricostruzioni, i cinque italiani si trovavano a bordo della Duke of York, una safari boat specializzata in crociere subacquee.

Il gruppo si sarebbe immerso nelle acque vicino ad Alimathaa durante la mattinata per esplorare alcune grotte sottomarine.

L’equipaggio ha dato l’allarme poco dopo mezzogiorno, quando i sub non erano ancora riemersi.

Le ricerche sono partite immediatamente e si sono concluse nelle ore successive con il ritrovamento dei cinque corpi senza vita.

La Farnesina: “Esploravano grotte a 50 metri”

In una nota ufficiale, il Ministero degli Esteri ha spiegato che i cinque italiani “sarebbero deceduti per aver provato l’esplorazione di alcune grotte a 50 metri di profondità”.

La dinamica dell’incidente, però, è ancora oggetto di indagine da parte delle autorità maldiviane.

“La Farnesina e l’Ambasciata d’Italia a Colombo seguono il caso con la massima attenzione sin dalla prima segnalazione”, si legge nella comunicazione ufficiale.

Le strutture diplomatiche stanno inoltre contattando i familiari delle vittime per fornire assistenza consolare.

Le possibili cause della tragedia

Al momento non esiste ancora una versione definitiva su quanto accaduto durante l’immersione.

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori e degli esperti del settore ci sarebbe anche una possibile tossicità da ossigeno, fenomeno raro ma estremamente pericoloso che può verificarsi durante immersioni profonde con miscele respiratorie particolari.

Secondo alcuni specialisti, la respirazione prolungata di ossigeno ad alta pressione potrebbe provocare effetti neurologici improvvisi e perdita di coscienza sott’acqua.

Si tratta però di valutazioni preliminari che non hanno ancora ricevuto conferma ufficiale.

Allerta meteo nella zona dell’immersione

A complicare ulteriormente il quadro ci sarebbero state anche le condizioni meteorologiche presenti nell’area dell’atollo di Vaavu.

Nella zona era infatti attiva un’allerta gialla, segnale di possibili criticità per le attività in mare e per le immersioni subacquee.

Gli investigatori stanno ora analizzando tutti i registri della safari boat, le attrezzature utilizzate e i protocolli di sicurezza adottati durante l’escursione.

La tragedia ha profondamente colpito il mondo del diving italiano e le comunità legate al turismo subacqueo, mentre nelle prossime ore potrebbero emergere ulteriori dettagli sull’identità delle vittime e sulla dinamica dell’incidente.