Ogni dettaglio potrebbe rivelarsi fondamentale per comprendere cosa sia realmente accaduto sott’acqua.
Il nodo delle torce e del “Filo d’Arianna”
Tra gli elementi su cui si stanno concentrando le indagini c’è anche la presenza delle torce e del cosiddetto “Filo d’Arianna”, il cavo guida utilizzato nelle immersioni in grotta per indicare il percorso di ritorno.
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Secondo alcune ricostruzioni, all’interno della grotta sarebbero emerse anomalie proprio su questi strumenti di sicurezza.
Gli investigatori dovranno capire se il gruppo fosse correttamente collegato alla corda guida e se tutte le attrezzature indispensabili fossero effettivamente operative durante l’immersione.
In ambienti sommersi così profondi e complessi, anche un piccolo problema tecnico può trasformarsi rapidamente in una situazione irreversibile.
La Procura di Roma apre un fascicolo
Tutto il materiale recuperato dagli speleosub confluirà ora nel fascicolo aperto dalla Procura di Roma, che indaga per omicidio colposo.
Nei prossimi giorni verranno effettuate anche le autopsie sulle salme dei sub italiani rimpatriati.
Gli esami dovranno chiarire diversi aspetti ancora oscuri, compresa l’eventuale presenza di problemi legati alle miscele respiratorie contenute nelle bombole.
Gli investigatori ascolteranno inoltre i testimoni presenti sulla barca Duke of York, utilizzata dal gruppo durante l’escursione.
Una tragedia ancora piena di interrogativi
A giorni dalla tragedia restano ancora moltissime domande senza risposta.
Le immagini delle GoPro, l’analisi delle attrezzature e gli esami tecnici potrebbero fornire elementi decisivi per capire se ci siano stati errori umani, problemi tecnici o sottovalutazioni dei rischi.
Nel frattempo continua il dolore delle famiglie delle vittime, mentre l’intera comunità subacquea internazionale segue con attenzione gli sviluppi di una delle tragedie più drammatiche avvenute negli ultimi anni nelle immersioni in grotta.