Il problema, sostiene, non riguarda una singola stagione politica o una sola figura pubblica, ma un meccanismo più ampio che necessita di essere riformato in modo strutturale.
“Mercato di nomine vergognoso”
Le parole più dure arrivano quando affronta il tema delle correnti interne alla magistratura. Marina Berlusconi parla apertamente di un “vergognoso mercato di nomine”, puntando il dito contro dinamiche che, a suo giudizio, trasformerebbero alcune scelte in logiche di scambio.
Nel mirino c’è il ruolo delle correnti all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura, accusate di incidere in modo determinante sulle carriere di pm e giudici. “Il problema non sono i magistrati, ma le correnti”, sostiene, descrivendo un sistema che ricorda “un gran bazar”, dove promozioni e incarichi sembrano il risultato di equilibri interni più che di merito.
Il nodo tra politica e magistratura
Pur riconoscendo la libertà di ogni magistrato di avere proprie idee, Marina Berlusconi ribadisce un principio che considera fondamentale: nessuno dovrebbe fare carriera attraverso la politica, né utilizzare l’attività giudiziaria come strumento di battaglia politica.
Il suo intervento si inserisce in un clima già acceso in vista del voto, con la riforma della giustizia che continua a dividere partiti, associazioni e opinione pubblica.


















