Un’operazione notturna, ripresa e diffusa sui social dal Commando centrale americano. I Marines degli Stati Uniti hanno assaltato, immobilizzato e sequestrato una nave mercantile battente bandiera iraniana nel Golfo dell’Oman. La nave si chiama Touska, è lunga quasi 900 piedi e pesa quasi quanto una portaerei. Aveva tentato di superare il blocco navale imposto dal presidente Donald Trump nello Stretto di Hormuz. Non ci è riuscita.
La dinamica dell’assalto notturno
Le immagini diffuse dal Commando centrale americano mostrano i Marines lasciare la nave d’assalto anfibia USS Tripoli a bordo di elicotteri e calarsi in corda sul ponte della Touska nel buio della notte. Prima dell’abbordaggio, il cacciatorpediniere lanciamissili USS Spruance aveva disattivato la propulsione del mercantile: “L’equipaggio iraniano si è rifiutato di obbedire, così la nostra nave della Marina li ha fermati di netto aprendo un foro nella sala macchine”, si legge nel post di Trump che ha accompagnato le immagini. Una nave di quelle dimensioni, immobilizzata in acque aperte, non aveva più possibilità di fuga.
Trump ha annunciato personalmente il sequestro sui suoi canali social, con il tono trionfante che lo contraddistingue: “Ha tentato di superare il nostro blocco navale, e per loro non è andata bene”. E ha aggiunto: “Abbiamo la piena custodia della nave e stiamo verificando cosa c’è a bordo!”.
Teheran: “Atto di pirateria, reagiremo”
La risposta iraniana non si è fatta attendere. Teheran ha definito l’azione dei Marines un atto di pirateria e ha annunciato una reazione. Una dichiarazione che suona come un avvertimento formale, ma che in questo momento di tensione estrema tra i due Paesi pesa come una pietra. Il tono delle autorità iraniane è quello di chi non ha intenzione di lasciar passare l’episodio senza conseguenze — anche se le modalità e i tempi di una risposta concreta restano da vedere.
Il blocco di Hormuz e la sua logica
Il sequestro della Touska non è un episodio isolato ma la prima applicazione concreta e spettacolare del blocco navale annunciato da Trump nello Stretto di Hormuz. Una misura che gli alleati europei — Italia compresa — hanno guardato con preoccupazione, sia per le ripercussioni economiche sul prezzo dell’energia sia per il rischio di un’escalation militare diretta.