domenica, Giugno 21

Crisi Usa-Venezuela, nave da guerra americana a Trinidad: Maduro accusa Washington di “preparare una guerra”

La tensione tra Stati Uniti e Venezuela sale alle stelle dopo l’arrivo della nave da guerra americana USS Gravely nelle acque di Trinidad e Tobago, arcipelago situato a soli dieci chilometri dalle coste venezuelane. Il cacciatorpediniere lanciamissili è stato avvistato questa mattina al largo di Port of Spain da giornalisti locali e confermato dalle autorità militari statunitensi, che parlano di una “missione di esercitazioni congiunte” con le forze armate trinidadiane. Ma per Caracas si tratta di una provocazione diretta.

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Maduro: “Gli Usa stanno preparando una guerra”

Il governo di Nicolás Maduro ha reagito con toni durissimi, accusando Washington di voler “preparare una guerra ai confini del Venezuela”. In un messaggio televisivo, il presidente venezuelano ha definito l’arrivo della USS Gravely «una minaccia inaccettabile alla sovranità del nostro Paese» e ha denunciato la presenza di un contingente di marines a bordo come «atto di intimidazione». Maduro ha ordinato al suo esercito di «restare in stato di allerta» lungo la costa nord.

Chi è la USS Gravely

La USS Gravely (DDG-107) è un cacciatorpediniere della classe Arleigh Burke, progettato per operazioni di attacco e difesa missilistica. Nelle ultime settimane ha partecipato a missioni nel Mar Rosso contro i ribelli Houthi, mentre in passato è stata schierata nel Mediterraneo e nel Golfo Persico. L’approdo ai Caraibi, spiegano gli analisti, è un chiaro segnale politico: la nave è arrivata pochi giorni dopo la partenza della portaerei USS Gerald Ford verso l’America Latina, in un movimento coordinato che sembra parte di una strategia di pressione su Caracas.

Un’escalation che parte da lontano

I rapporti tra Washington e Caracas si sono deteriorati ulteriormente negli ultimi mesi. L’amministrazione Trump ha rivendicato operazioni contro navi sospettate di trasportare droga dal Venezuela, definendo i cartelli «organizzazioni terroristiche». Il governo Maduro ha reagito accusando gli Stati Uniti di violare il diritto internazionale e ha respinto tutte le accuse di narcotraffico.

Il New York Times ha inoltre rivelato che Trump avrebbe autorizzato la CIA a condurre operazioni segrete in territorio venezuelano, con l’obiettivo di destabilizzare il regime di Caracas. La notizia, confermata dallo stesso presidente in un’intervista successiva, ha fatto precipitare la crisi diplomatica tra i due Paesi.

La mediazione del Brasile

In un tentativo di stemperare la crisi, il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha offerto la mediazione del suo governo. Durante un vertice in Malesia, il ministro degli Esteri Mauro Vieira ha dichiarato che il Brasile «è pronto a facilitare un dialogo» tra Stati Uniti e Venezuela, consapevole che un’escalation militare potrebbe destabilizzare l’intera regione caraibica.

Scenari e timori nella regione

Nonostante il Pentagono insista sulla natura “di addestramento” della missione, la presenza di un cacciatorpediniere a meno di 10 km dal Venezuela è percepita come una minaccia simbolica. Analisti militari sottolineano che la mossa americana potrebbe servire a testare le reazioni di Caracas e a inviare un messaggio di deterrenza in vista di nuove sanzioni economiche o tensioni politiche interne al Paese sudamericano.

La regione dei Caraibi si ritrova così di nuovo al centro di una partita geopolitica ad alta tensione, dove diplomazia e potenza militare si intrecciano pericolosamente. E mentre la USS Gravely rimane all’ancora a Port of Spain, il mondo guarda con crescente preoccupazione a ciò che potrebbe accadere a poche miglia dalle coste venezuelane.

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