venerdì, Marzo 1

Omicidio Giulia Cecchettin, il movente di Turretta: ” la volevo per me”

“Ecco perchè l’ho uccisa”. Delitto Giulia Cecchettin, la sconvolgente rivelazione di Filippo

Nel corso di un lungo interrogatorio durato ben 9 ore, Filippo Turetta, sotto accusa per l’omicidio della sua ex fidanzata Giulia Cecchettin, sequestro di persona e occultamento di cadavere, ha fatto una sconvolgente rivelazione che ha gettato luce sulla tragica vicenda.

Di fronte al pm Andrea Petroni, Turetta ha vissuto un mix di emozioni, alternando momenti di pianto e pause prolungate a risposte articolate, in netto contrasto con il suo comportamento durante il precedente interrogatorio con il giudice.

La rivelazione scioccante di Turetta ha gettato nuova luce sulla motivazione dietro l’atroce omicidio di Giulia Cecchettin. Il giovane ha confessato di aver compiuto il delitto a causa dell’incapacità di accettare la fine della loro relazione. “L’amavo ancora, l’ho uccisa perché non potevo accettare che non fosse più mia”, ha dichiarato Turetta, rivelando un lato ossessivo e possessivo della sua personalità.

Durante il lungo interrogatorio avvenuto nel carcere di Verona, Filippo ha dipinto un quadro disturbante della sua relazione con Giulia, descrivendola come se fosse una proprietà, un oggetto che gli apparteneva.

L’incapacità di accettare la rottura e il persistente sentimento d’amore avrebbero portato Turetta a commettere l’impensabile. La prima aggressione, avvenuta nel parcheggio a Vigonovo, a soli 150 metri dalla casa della vittima, è stata descritta come un momento in cui ha “perso la testa” e qualcosa è scattato nella sua mente.

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