Ma c’è un elemento che rende questa vicenda ancora più inquietante, e che gli investigatori faticano a spiegare. Il luogo del ritrovamento non è un bosco impenetrabile, non è una zona remota e difficile da raggiungere. Tutt’altro.
Il giallo del luogo: “Visibile e sicuramente praticabile”
La zona in cui è stato trovato il corpo è stata descritta dagli inquirenti come “visibile e sicuramente praticabile”. Non un anfratto nascosto, non un’area impervia lontana dai percorsi abituali. Un campo accessibile, in una zona che teoricamente avrebbe potuto essere esplorata — e vista — da chiunque transitasse nelle vicinanze. Eppure il corpo sarebbe rimasto lì per mesi, senza che nessuno lo notasse. Come è possibile? È la domanda che tormenta sia gli inquirenti sia i residenti, e che apre scenari diversi su cosa sia davvero accaduto quella sera d’estate.
A rendere quasi certa l’identificazione — nonostante le autorità mantengano il massimo riserbo in attesa degli esami scientifici — è proprio la presenza della moto accanto alla salma: si tratterebbe della stessa motocicletta con cui Eric Bellini si era allontanato quasi un anno fa. Un dettaglio che difficilmente può essere casuale.
Gli accertamenti tecnici: DNA, data e causa del decesso
Le forze dell’ordine hanno avviato tutti gli accertamenti necessari. L’esame del DNA dovrà confermare ufficialmente l’identità della vittima. Gli esami autoptici dovranno stabilire la data del decesso — cruciale per capire se l’uomo sia morto subito dopo la scomparsa o in un momento successivo — e soprattutto le cause della morte. Solo l’autopsia potrà chiarire se si tratti di un malore, di un incidente o di qualcosa di diverso. Fino ad allora, nessuna ipotesi viene ufficialmente confermata né esclusa.
La famiglia che non si era mai arresa
Per la famiglia di Eric Bellini, questo ritrovamento rappresenta il doloroso epilogo di sette mesi di attesa straziante. La moglie e il figlio di 9 anni avevano continuato a sperare, rifiutando di accettare l’ipotesi che Eric fosse semplicemente sparito senza lasciare traccia. La comunità di Moriondo Torinese li aveva sostenuti in questi mesi. Ora, mentre gli accertamenti tecnici sono ancora in corso, quella stessa comunità trattiene il respiro in attesa che la scienza dica quello che i cuori già temono di sapere.


















