domenica, Luglio 12

Pd in fibrillazione: Schlein teme un’imboscata interna. Franceschini, Speranza e Orlando preparano la “tre giorni” decisiva

Nel Partito Democratico la tensione è tornata a livelli che non si vedevano da anni. A pochi giorni dalle elezioni regionali in Veneto, Campania e Puglia, la segretaria Elly Schlein si trova al centro di un vortice di sospetti, malumori e manovre interne che rischiano di minare la sua leadership proprio nel momento più delicato.

Schlein teme un’imboscata: la “tre giorni” dei big agita il Nazareno

elly schlein gramellini scontro 15 novembre 2025

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Secondo un retroscena pubblicato da La Stampa, Schlein avrebbe interpretato come una vera e propria imboscata la decisione di Dario Franceschini, Roberto Speranza e Andrea Orlando di riunire le loro correnti a Montepulciano dal 29 al 30 novembre. Ufficialmente, l’obiettivo è “riflettere sul futuro del partito”. Ma per molti, si tratterebbe di un test di forza interno, un modo per rimettere mano agli equilibri del Pd.

Le rassicurazioni non sono mancate: “È per sostenerti e rafforzarti”, le avrebbero detto. Ma la segretaria, riporta Francesca Schianchi, avrebbe fatto “buon viso a cattivo gioco”, scegliendo comunque di chiudere i lavori con un suo intervento domenica. Una presenza che appare come una mossa di controllo: meglio tenerli d’occhio da vicino.

Un parterre che sa di congresso anticipato

Il programma della tre giorni non è affatto secondario. A Montepulciano sono attesi ospiti di peso: Gianrico Carofiglio per parlare di comunicazione politica, la storica Michela Ponzani sulla democrazia, il magistrato Edmondo Bruti Liberati sulla giustizia, fino al presidente di Confindustria Emanuele Orsini e al segretario Uil Pierpaolo Bombardieri per i temi economici.

L’impressione, secondo diverse fonti dem, è che si stia lavorando alla costruzione di un mega-correntone capace di condizionare – se non addirittura mettere sotto tutela – le scelte del vertice del partito.

Il vero rischio per Schlein: un Pd che si divide proprio alla vigilia del voto

La segretaria arriva a questa fase già indebolita dai sondaggi, che registrano un Pd in leggera flessione e un centrodestra stabilmente in testa. Le regionali non promettono facili trionfi: il Veneto appare già perso, mentre in Campania e Puglia l’esito potrebbe essere meno favorevole del previsto.

A rendere il quadro ancora più fragile c’è il rapporto con Giuseppe Conte, che molti nel Nazareno considerano un “amico-rivale” pronto a sottrarre voti e spazio politico in caso di risultati incerti.

I dissidenti dichiarati: meno pericolosi ma sempre più vocali

Paradossalmente, la riunione dei “dissidenti conclamati” – da Pina Picierno a Lorenzo Guerini, passando per Giorgio Gori e Graziano Delrio – appare oggi meno minacciosa. Il loro obiettivo è noto: spostare il Pd verso il centro, ricucire con il mondo moderato e ridurre la distanza con l’elettorato riformista.

Ma è il fronte interno di chi ufficialmente sostiene Schlein a rappresentare la vera incognita: una maggioranza inquieta, divisa tra lealtà e ambizioni personali.

Verso un congresso anticipato?

Nei corridoi del Nazareno la domanda gira sottotraccia: la leadership di Schlein è davvero al sicuro? Oppure la tre giorni di Montepulciano sarà l’inizio di una nuova fase, con richieste di congresso anticipato capaci di ribaltare gli equilibri?

Per ora, la segretaria gioca di anticipo, mostrarsi presente, presidiare ogni spazio. Ma il retroscena sembra chiaro: dentro il Pd, più che l’opposizione esterna, sono i rapporti interni a essere sul punto di esplodere.