Una frammentazione ulteriore potrebbe risultare fatale. Per questo, se davvero si volesse tentare una nuova strada, i tempi sarebbero strettissimi.
Il rischio Corte costituzionale
Oltre alla tensione politica, resta un interrogativo giuridico. Secondo il costituzionalista Stefano Ceccanti, esistono due criticità: il coordinamento del premio di maggioranza tra Camera e Senato e il possibile superamento del limite del 55% dei seggi, già indicato dalla Corte costituzionale nella sentenza sull’Italicum.
In caso di ricorsi, la Consulta potrebbe intervenire nel giro di pochi mesi, con effetti imprevedibili sugli equilibri politici.
Un passaggio che ridisegna gli equilibri
L’iter parlamentare dovrebbe partire dalla Camera, con voto segreto e possibile ricorso alla fiducia da parte della maggioranza per blindare il testo. Formalmente sarà uno scontro tra governo e opposizione. Sostanzialmente, la legge ridisegna gli equilibri interni ai partiti e rafforza le leadership.
Per il Pd la sfida è doppia: affrontare il confronto esterno e, allo stesso tempo, evitare che le tensioni interne si trasformino in una frattura irreversibile.















