Giustizia, scatta l’allarme: «Questa riforma mina l’autonomia dei magistrati»

In questa lettura, la riforma rappresenterebbe l’esito di decenni di tensioni irrisolte, piuttosto che una risposta concreta ai problemi strutturali della giustizia italiana. Il rischio, ha avvertito, è quello di un riequilibrio “sbilanciato” tra poteri dello Stato, capace di incidere in modo profondo sull’assetto costituzionale.

Il Comitato per il No e la sfida del referendum

Il Comitato per il No nasce dunque con l’intento di portare il dibattito fuori dai palazzi e di coinvolgere l’opinione pubblica in vista del referendum. L’obiettivo dichiarato è spiegare perché, secondo i promotori, la riforma non rafforza la giustizia ma ne mette a rischio i fondamenti.

La campagna referendaria si annuncia lunga e complessa, con posizioni fortemente contrapposte. Da un lato chi sostiene che la separazione delle carriere garantirebbe maggiore equilibrio e imparzialità, dall’altro chi, come Santalucia, vede in questa riforma un passaggio delicato che potrebbe compromettere l’indipendenza della magistratura e, di riflesso, la tutela dei diritti dei cittadini.

Il confronto, ormai, è entrato nel vivo e promette di diventare uno dei temi centrali del dibattito politico e istituzionale dei prossimi mesi.

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