Le relazioni già fragili tra Italia e Russia potrebbero entrare in una nuova fase di tensione dopo quanto accaduto nelle ultime ore su una delle principali emittenti televisive di Mosca. Nel corso di una trasmissione molto seguita dal pubblico russo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata attaccata con parole estremamente dure da uno dei volti più noti della propaganda vicina al Cremlino.
L’episodio ha immediatamente attirato l’attenzione della politica italiana e della diplomazia, perché il linguaggio utilizzato in diretta è apparso a molti osservatori come uno dei più violenti mai rivolti pubblicamente contro un capo di governo italiano da parte dei media russi.
Il caso arriva in un momento in cui i rapporti tra Roma e Mosca sono già segnati da profonde divergenze sulla guerra in Ucraina, sulla collocazione internazionale dell’Italia e sul rafforzamento del legame tra il governo italiano e gli alleati occidentali.
Le parole pronunciate in diretta tv
A scatenare la polemica è stato Vladimir Solovyev, giornalista e conduttore televisivo considerato da anni uno dei più stretti sostenitori mediatici di Vladimir Putin. Durante il programma, il presentatore ha accusato la premier italiana di aver cambiato atteggiamento sul piano internazionale e di aver assunto posizioni sempre più ostili verso Mosca.
Nel suo intervento, Solovyev ha utilizzato espressioni molto pesanti contro Meloni, attaccandola non soltanto sul piano politico ma anche personale. Il tono del monologo ha superato il semplice commento geopolitico, trasformandosi in un affondo diretto contro la figura della presidente del Consiglio.
Secondo il conduttore russo, la leader italiana avrebbe compiuto un presunto “tradimento politico” rispetto a posizioni che in passato venivano percepite come più vicine a determinate sensibilità conservatrici internazionali.
Perché Mosca guarda con sospetto il governo italiano
Negli ultimi mesi il governo italiano ha ribadito in più occasioni il sostegno a Kiev, sia sul piano politico sia sul fronte della cooperazione militare. Una linea che il Cremlino continua a leggere come una presa di posizione ostile nei confronti della Russia.
La recente visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in Italia ha rafforzato ulteriormente questa percezione. Durante gli incontri istituzionali a Roma, sono stati confermati nuovi accordi di collaborazione tra i due Paesi, compresi progetti industriali e tecnologici legati alla difesa.
Per Mosca, il ruolo assunto dall’Italia all’interno del fronte europeo viene ormai interpretato come quello di un alleato sempre più attivo nella strategia occidentale di contenimento della Russia.
Non è il primo attacco contro le istituzioni italiane
Il capo propagandista del Cremlino, Vladimir Solovyev, insulta Giorgia Meloni in russo e in italiano: «Vergogna della razza umana, idiota patentata, bestia, PuttaMeloni, feccia fascista, tradimento è il suo secondo nome».
Com’era quella storia che la Russia non è nostra nemica? pic.twitter.com/r4vDSUANrK
— Marco Fattorini (@MarcoFattorini) April 21, 2026
Quello contro Giorgia Meloni non rappresenta un episodio isolato. Negli ultimi anni diversi esponenti del sistema mediatico e politico russo hanno rivolto critiche molto dure verso figure istituzionali italiane.
Tra i bersagli più frequenti c’è stato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, criticato più volte da rappresentanti ufficiali di Mosca per le sue posizioni sul conflitto e per il sostegno alle istituzioni europee.
La novità di questa volta è però il livello dello scontro, perché il linguaggio utilizzato nei confronti della presidente del Consiglio ha assunto toni personali che rischiano di avere conseguenze diplomatiche più pesanti.