venerdì, Giugno 26

Campi Flegrei, il vulcano resta in allerta gialla fase 2: cosa significa davvero e quali rischi ci sono

La Protezione Civile nazionale ha confermato il livello di allerta gialla per i Campi Flegrei, ma con una novità cruciale: il vulcano è stato classificato in fase 2 di attenzione, un livello che comporta una probabilità medio-bassa di evoluzione verso un’eruzione. Una condizione che, secondo gli esperti, potrebbe durare per un periodo indefinito.

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La decisione arriva dopo la riunione della Commissione Grandi Rischi – settore vulcanico e alla luce del nuovo Decreto Campi Flegrei 3236, che aggiorna i criteri di monitoraggio e introduce nuove fasi interne ai livelli esistenti.

Un nuovo sistema di allerta: cosa cambia con il decreto 3236

Il precedente sistema, elaborato tra il 2015 e il 2016, prevedeva quattro livelli:

  • Verde: quiescenza
  • Giallo: attenzione
  • Arancione: pre-allarme
  • Rosso: allarme

Con il nuovo decreto il numero dei colori resta invariato, ma giallo e arancione vengono suddivisi in due fasi ciascuno. L’obiettivo è rendere più preciso il quadro operativo e modulare meglio le procedure di emergenza.

Per l’allerta gialla ora esistono:

  • Fase 1: disequilibrio debole, probabilità bassa di eruzione
  • Fase 2: disequilibrio medio, probabilità medio-bassa di eruzione (la situazione attuale)

Perché oggi siamo in “Fase 2”: i dati che hanno convinto gli esperti

Negli ultimi anni i Campi Flegrei hanno mostrato segnali di aumento dell’attività, con:

  • Incremento della sismicità: dai 536 terremoti del 2019 ai 4.898 del 2024
  • Picchi di magnitudo fino a 4.6 (30 giugno 2024)
  • Sollevamento del suolo stabile a circa 2 cm al mese
  • Aumento dei gas magmatici, in particolare CO₂

Secondo gli esperti della Protezione Civile, il periodo 2012–2023 è stato caratterizzato da un disequilibrio debole, mentre dal 2023 ad oggi la situazione è diventata coerente con un disequilibrio medio, corrispondente alla fase 2 dell’allerta gialla.

Importante: il livello di allerta NON è stato innalzato

La Protezione Civile chiarisce un punto fondamentale: non è stato aumentato il livello di allerta. Il colore resta giallo, cioè attenzione, come avviene dal dicembre 2012.

Quello che è stato introdotto è un sottolivello che descrive con maggiore precisione lo stato attuale del vulcano. L’attenzione è alta, ma non c’è una nuova soglia di pericolo rispetto alle settimane precedenti.

I fenomeni possibili nella fase 2: cosa può succedere

Nella fase 2 dell’allerta gialla i principali fenomeni monitorati sono:

  • Sismicità frequente con scosse anche vicine a magnitudo 4–4.5
  • Degassamento crescente (CO₂ e H₂S)
  • Aumento della temperatura nei sistemi idrotermali
  • Sollevamento della caldera con ritmo regolare

Mentre i fenomeni potenzialmente pericolosi includono:

  • Accumulo di gas in zone depresse o chiuse
  • Scuotimento sismico anche intenso vicino agli epicentri
  • Esplosioni freatiche localizzate
  • Frane sismiche in aree instabili

Cosa prevede ora la Protezione Civile

Con la fase 2 scattano misure più rafforzate, ma non emergenziali:

  • Aumento del monitoraggio tecnico-scientifico
  • Verifica delle procedure di protezione civile
  • Formazione ed esercitazioni per residenti e operatori
  • Coordinamento costante con INGV e Regione Campania

Proprio oggi e domani è in corso l’esercitazione nazionale “Campi Flegrei 2025”, con prove di allontanamento assistito e verifiche operative al Porto di Napoli. Un test che completa la maxi-esercitazione “Exe Flegrei 2024”.

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