La Protezione Civile nazionale ha confermato il livello di allerta gialla per i Campi Flegrei, ma con una novità cruciale: il vulcano è stato classificato in fase 2 di attenzione, un livello che comporta una probabilità medio-bassa di evoluzione verso un’eruzione. Una condizione che, secondo gli esperti, potrebbe durare per un periodo indefinito.
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La decisione arriva dopo la riunione della Commissione Grandi Rischi – settore vulcanico e alla luce del nuovo Decreto Campi Flegrei 3236, che aggiorna i criteri di monitoraggio e introduce nuove fasi interne ai livelli esistenti.
Un nuovo sistema di allerta: cosa cambia con il decreto 3236
Il precedente sistema, elaborato tra il 2015 e il 2016, prevedeva quattro livelli:
- Verde: quiescenza
- Giallo: attenzione
- Arancione: pre-allarme
- Rosso: allarme
Con il nuovo decreto il numero dei colori resta invariato, ma giallo e arancione vengono suddivisi in due fasi ciascuno. L’obiettivo è rendere più preciso il quadro operativo e modulare meglio le procedure di emergenza.
Per l’allerta gialla ora esistono:
- Fase 1: disequilibrio debole, probabilità bassa di eruzione
- Fase 2: disequilibrio medio, probabilità medio-bassa di eruzione (la situazione attuale)
Perché oggi siamo in “Fase 2”: i dati che hanno convinto gli esperti
Negli ultimi anni i Campi Flegrei hanno mostrato segnali di aumento dell’attività, con:
- Incremento della sismicità: dai 536 terremoti del 2019 ai 4.898 del 2024
- Picchi di magnitudo fino a 4.6 (30 giugno 2024)
- Sollevamento del suolo stabile a circa 2 cm al mese
- Aumento dei gas magmatici, in particolare CO₂
Secondo gli esperti della Protezione Civile, il periodo 2012–2023 è stato caratterizzato da un disequilibrio debole, mentre dal 2023 ad oggi la situazione è diventata coerente con un disequilibrio medio, corrispondente alla fase 2 dell’allerta gialla.
Importante: il livello di allerta NON è stato innalzato
La Protezione Civile chiarisce un punto fondamentale: non è stato aumentato il livello di allerta. Il colore resta giallo, cioè attenzione, come avviene dal dicembre 2012.
Quello che è stato introdotto è un sottolivello che descrive con maggiore precisione lo stato attuale del vulcano. L’attenzione è alta, ma non c’è una nuova soglia di pericolo rispetto alle settimane precedenti.
I fenomeni possibili nella fase 2: cosa può succedere
Nella fase 2 dell’allerta gialla i principali fenomeni monitorati sono:
- Sismicità frequente con scosse anche vicine a magnitudo 4–4.5
- Degassamento crescente (CO₂ e H₂S)
- Aumento della temperatura nei sistemi idrotermali
- Sollevamento della caldera con ritmo regolare
Mentre i fenomeni potenzialmente pericolosi includono:
- Accumulo di gas in zone depresse o chiuse
- Scuotimento sismico anche intenso vicino agli epicentri
- Esplosioni freatiche localizzate
- Frane sismiche in aree instabili
Cosa prevede ora la Protezione Civile
Con la fase 2 scattano misure più rafforzate, ma non emergenziali:
- Aumento del monitoraggio tecnico-scientifico
- Verifica delle procedure di protezione civile
- Formazione ed esercitazioni per residenti e operatori
- Coordinamento costante con INGV e Regione Campania
Proprio oggi e domani è in corso l’esercitazione nazionale “Campi Flegrei 2025”, con prove di allontanamento assistito e verifiche operative al Porto di Napoli. Un test che completa la maxi-esercitazione “Exe Flegrei 2024”.
