In un’intervista a Rainews raccontò: “Mi truccavo al volo sulla scrivania. I truccatori li avevano le attrici, io ero pur sempre una giornalista del Tg”.
Le grandi telecronache e le interviste internazionali
Tra le pagine più celebri della sua carriera c’è la telecronaca del matrimonio tra Carlo e Diana nel 1981, realizzata insieme a Sandro Paternostro. Un evento globale seguito da milioni di spettatori.
Nel corso degli anni intervistò personalità di primo piano del panorama internazionale, da Sophia Loren a Mikhail Gorbaciov, mantenendo sempre uno stile sobrio, autorevole e misurato.
L’impegno per la moda come fenomeno culturale
Dopo il pensionamento, rimase in Rai fino al 1994 curando il settimanale Moda e dedicandosi all’insegnamento nelle Accademie del settore. Autrice di libri e studi sul rapporto tra moda e società, contribuì a far riconoscere la moda come espressione culturale e non semplice intrattenimento.
Il ricordo e il silenzio voluto
La sua scomparsa è stata ricordata dal giornalista Michele Bovi, che nei mesi scorsi aveva sottolineato come alcuni pionieri della televisione pubblica siano stati dimenticati senza un saluto ufficiale.
Nel 2014, in occasione dei 60 anni della televisione italiana, Piccinino aveva ribadito l’importanza del servizio pubblico: “La Rai deve restare solida, autentica, diversa da tutte le altre”.
Parole che oggi risuonano come un testamento professionale.
Una vita lunga un secolo, una carriera che ha aperto strade
Bianca Maria Piccinino ha attraversato un secolo di storia italiana, contribuendo a cambiare il volto dell’informazione televisiva. In un tempo in cui le donne faticavano a conquistare spazi nel giornalismo, lei ha occupato quel posto con competenza e naturalezza.
Senza clamore, senza protagonismi. Proprio come ha scelto di andarsene.















