venerdì, Febbraio 27

Tram deragliato a Milano, dubbi sul malore del conducente: cos’è il sistema “uomo vigile”

Si concentrano sul presunto malore del conducente le indagini sul tram deragliato a Milano nel pomeriggio del 27 febbraio, incidente che ha causato due morti e decine di feriti. Ma accanto alla versione fornita dal tramviere emergono interrogativi tecnici legati ai sistemi di sicurezza.

Il nodo del “meccanismo dell’uomo vigile”

Nel corso della trasmissione televisiva Quarto Grado, Dario Ballotta, presidente dell’Osservatorio Trasporti, ha sollevato un punto cruciale: se si fosse trattato davvero di un malore improvviso, avrebbe dovuto attivarsi il cosiddetto meccanismo dell’uomo vigile.

«Se non dai un segnale che stai seguendo le attività di guida, il tram si ferma automaticamente», ha spiegato. «Perché qui non si è fermato?». Una domanda che ora entra a pieno titolo nel quadro investigativo.

Il sistema, presente sui mezzi di trasporto pubblico, richiede al conducente una costante interazione: in assenza di input per un determinato intervallo di tempo, il veicolo dovrebbe attivare la frenata di emergenza.

La versione del conducente

Il tramviere, ascoltato dalla polizia locale e dalla Procura di Milano, ha riferito di aver accusato un malore mentre era alla guida. Nella sua ricostruzione avrebbe saltato una fermata e non avrebbe attivato lo scambio necessario a mantenere la traiettoria corretta.

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