venerdì, Aprile 4

Trump e i dazi, la reazione di Meloni: “Cosa faremo ora”

La recente decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di imporre dazi universali colpirà direttamente l’Europa con un’aliquota del 20%.

Questa misura ha suscitato forti reazioni nel panorama politico italiano, con la premier Giorgia Meloni che ha espresso la sua ferma opposizione e il leader di Azione, Carlo Calenda, che ha chiesto l’immediata istituzione di una task force di emergenza per affrontare la crisi.

La mossa americana potrebbe innescare una guerra commerciale con ripercussioni significative sull’economia globale, mettendo a rischio la competitività europea e il sistema produttivo italiano.

Meloni: “Decisione sbagliata che indebolisce l’Occidente”

Giorgia Meloni

ha commentato la decisione degli Stati Uniti attraverso un post sui social, definendola una scelta errata e controproducente per entrambe le parti. Secondo la premier italiana, questi dazi rischiano di minare la stabilità economica dell’Occidente, favorendo indirettamente altri attori globali, come la Cina.

“L’introduzione da parte degli USA di dazi verso l’Unione Europea è una misura che considero sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti. Faremo tutto il possibile per negoziare un accordo con gli Stati Uniti, con l’obiettivo di scongiurare una guerra commerciale che inevitabilmente indebolirebbe l’Occidente a favore di altre potenze mondiali. In ogni caso, come sempre, agiremo nell’interesse dell’Italia e della sua economia, anche confrontandoci con gli altri partner europei”, ha dichiarato Meloni.

Le parole della premier evidenziano la volontà del governo italiano di evitare un conflitto commerciale che potrebbe avere conseguenze disastrose per le imprese italiane, in particolare quelle del settore manifatturiero ed esportatore, già messe alla prova da altri fattori di instabilità globale.

Calenda: “Trump sta facendo saltare il commercio internazionale”

Più dura la reazione di Carlo Calenda, leader di Azione, che ha denunciato il pericolo di una crisi economica globale innescata dai dazi imposti dagli Stati Uniti. Secondo Calenda, Trump avrebbe adottato una visione distorta della realtà economica internazionale, includendo nei calcoli delle tariffe doganali anche elementi non pertinenti come l’IVA e la svalutazione delle monete straniere.

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