martedì, Gennaio 13

Trump incita le proteste in Iran: “Continuate a manifestare, l’aiuto è in arrivo”

Le dichiarazioni di Donald Trump sull’Iran segnano una nuova e pericolosa accelerazione nello scontro geopolitico tra Washington e Teheran. Con un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth, il presidente degli Stati Uniti ha lanciato un appello diretto ai manifestanti iraniani, invitandoli apertamente a continuare le proteste e assicurando che “l’aiuto è in arrivo”.

Parole che hanno immediatamente fatto il giro del mondo e che, per tono e contenuto, vanno ben oltre la tradizionale retorica sui diritti umani. L’intervento di Trump arriva infatti in un momento di massima fragilità interna per la Repubblica Islamica, stretta tra una crisi economica soffocante, un’inflazione fuori controllo e una crescente pressione popolare che non accenna a diminuire nonostante la repressione.

“Continuate a manifestare”: l’incitamento diretto di Trump

Nel suo messaggio, Trump ha definito i manifestanti iraniani “veri patrioti”, esortandoli a non abbandonare le strade e a proseguire nella mobilitazione contro il regime. Un linguaggio esplicito, che non lascia spazio a interpretazioni diplomatiche e che si configura come un incitamento diretto alla resistenza contro l’attuale classe dirigente di Teheran.

Il passaggio più delicato riguarda l’invito a “riprendere il controllo delle istituzioni”, un’espressione che rompe definitivamente con qualsiasi ipotesi di dialogo moderato e sposta il confronto su un piano apertamente politico. Di fatto, Trump legittima l’idea di un cambiamento radicale del potere, alimentando lo spettro di un vero e proprio cambio di regime.

“L’aiuto è in arrivo”: cosa significa davvero

La frase conclusiva del messaggio presidenziale – “l’aiuto è in arrivo” – è quella che più di tutte ha acceso le tensioni. Trump non ha specificato la natura del sostegno promesso, ma il tono utilizzato lascia intendere che non si tratti di un semplice appoggio simbolico.

Le ipotesi sul tavolo vanno dal rafforzamento delle sanzioni economiche a un supporto logistico e tecnologico, fino a una pressione diplomatica coordinata con altri alleati occidentali. In ogni caso, il messaggio ha un valore politico preciso: gli Stati Uniti si pongono apertamente come interlocutore diretto della piazza iraniana, bypassando completamente le autorità ufficiali.

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