martedì, Gennaio 13

Trump incita le proteste in Iran: “Continuate a manifestare, l’aiuto è in arrivo”

Trump ha inoltre invitato i cittadini iraniani a raccogliere e conservare i nomi dei responsabili delle violenze, lanciando un monito chiaro: chi partecipa alla repressione sarà chiamato a risponderne davanti alla comunità internazionale. Un avvertimento che suona come una promessa di future sanzioni personali o procedimenti giudiziari.

La rottura diplomatica con Teheran

Alle parole di incitamento si accompagna una decisione politica altrettanto pesante. Trump ha infatti annunciato la cancellazione di ogni appuntamento e confronto previsto con i funzionari del governo iraniano. Una mossa che sancisce la chiusura totale dei canali diplomatici e mette fine a qualsiasi residua ipotesi di negoziato.

Dal dossier nucleare alle questioni di sicurezza regionale in Medio Oriente, ogni tavolo di dialogo viene congelato. La strategia della “massima pressione” torna così al centro dell’agenda americana, con l’obiettivo dichiarato di isolare completamente il regime iraniano sul piano internazionale.

Le reazioni internazionali e il rischio escalation

Mentre da Washington arrivano segnali di rottura, il resto della comunità internazionale osserva con estrema cautela. In Europa, e anche in Italia, prevale la preoccupazione per una possibile escalation incontrollata. Da ambienti governativi filtra la richiesta di una de-escalation e di un ritorno al rispetto dei diritti fondamentali, pur senza ignorare la gravità delle violenze denunciate.

Il rischio concreto è che le parole di Trump possano rafforzare la narrativa delle autorità iraniane, secondo cui le proteste sarebbero eterodirette e orchestrate dall’estero. Uno scenario che potrebbe giustificare una repressione ancora più dura da parte delle forze di sicurezza.

In un contesto già esplosivo, l’intervento del presidente americano rappresenta dunque un fattore di ulteriore instabilità. L’Iran resta sospeso tra la pressione della piazza e la minaccia di un isolamento totale, mentre la comunità internazionale si interroga su quanto questa nuova fase possa spingersi oltre le parole.

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