La crisi venezuelana continua a far salire la tensione internazionale. Dopo settimane di inseguimento nell’Atlantico, gli Stati Uniti hanno preso il controllo della petroliera Marinera, una nave sospettata di violare le sanzioni internazionali e di essere coinvolta nel traffico di greggio legato a Venezuela e Iran. Un’operazione che ha immediatamente provocato la dura reazione di Mosca e che rischia di aprire un nuovo fronte nello scontro tra Washington e il Cremlino.
Il sequestro della petroliera Marinera
Secondo fonti statunitensi, l’operazione è stata condotta dal Dipartimento per la Sicurezza Interna con il supporto delle forze armate americane. Agenti Usa si trovano ora a bordo della nave, precedentemente nota come Bella 1 e successivamente ribattezzata Marinera. L’imbarcazione era già monitorata da tempo per presunte violazioni del regime sanzionatorio e per il trasporto di petrolio considerato illegale da Washington.
La Marinera aveva storicamente trasportato greggio venezuelano e, negli ultimi mesi, navigava sotto bandiera russa dopo un cambio di registrazione considerato sospetto dalle autorità statunitensi. Proprio questo passaggio ha contribuito ad alzare il livello di allerta e a trasformare un’operazione di interdizione marittima in un caso diplomatico di primo piano.
Un inseguimento durato settimane
La petroliera era seguita da oltre due settimane mentre attraversava l’Atlantico, dopo aver tentato di eludere un blocco parziale imposto dagli Stati Uniti alle navi in entrata e in uscita dal Venezuela. In precedenza, la Guardia Costiera americana aveva già provato ad abbordare la nave nei Caraibi, senza successo.
Dopo il tentativo di fermo, l’imbarcazione avrebbe cambiato improvvisamente rotta, nome e bandiera, una manovra interpretata da Washington come un chiaro tentativo di sottrarsi ai controlli. A quel punto, la Casa Bianca avrebbe dato il via libera a un’operazione più incisiva, preferendo il sequestro alla distruzione della nave.
La reazione della Russia
La risposta di Mosca non si è fatta attendere. Secondo diverse fonti internazionali, la Marina russa avrebbe inviato unità militari per scortare la petroliera durante le fasi più delicate dell’operazione. Al momento del sequestro, nelle vicinanze sarebbero state segnalate navi da guerra russe, incluso un sottomarino.




















