domenica, Luglio 12

Achille Barosi disperso a Crans-Montana: la scelta fatale e la verità sull’ultima notte

La strage di Capodanno a Crans-Montana continua a rivelare dettagli sempre più dolorosi. Tra i sei italiani che risultano ancora ufficialmente dispersi dopo l’incendio nel locale “Le Constellation”, c’è Achille Osvaldo Giovanni Barosi, giovane studente che si trovava nella località sciistica svizzera per trascorrere le vacanze con la famiglia.

La sua scomparsa ha sconvolto parenti e amici e, con il passare delle ore, sta emergendo una ricostruzione sempre più chiara di ciò che sarebbe accaduto negli ultimi istanti prima della tragedia.

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L’ultima decisione prima dell’esplosione

Secondo il racconto dei familiari, l’ultima notizia certa su Achille risale a pochi minuti prima dell’1:30 della notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio. Il ragazzo era riuscito a uscire dal locale insieme al gruppo di amici, mettendosi inizialmente in salvo.

Ma proprio quando sembrava fuori pericolo, avrebbe preso una decisione fatale: tornare indietro per recuperare la giacca e il telefono cellulare lasciati all’interno. È in quel preciso momento che si sarebbe verificata la violenta esplosione che ha innescato l’incendio, trasformando il locale in una trappola di fiamme e fumo.

Da quell’istante, di Achille non si è saputo più nulla.

L’appello disperato sui social

Nel tentativo di accelerare le ricerche, la famiglia ha attivato anche i canali social, aprendo un profilo Instagram dedicato agli appelli per i dispersi. È stata diffusa una fotografia recente del ragazzo accompagnata da una descrizione dettagliata: alto circa 1 metro e 85, capelli biondi, occhi azzurri.

Un dettaglio ritenuto fondamentale riguarda una collanina con una Madonnina che Achille porta abitualmente al collo. I familiari temono che il giovane sia privo di documenti, probabilmente rimasti nella giacca o distrutti nell’incendio.

La speranza di un ricovero senza identità

Nonostante il trascorrere delle ore, resta una flebile speranza: Achille potrebbe essere stato soccorso e trasferito in uno degli ospedali svizzeri come paziente non identificato. I centri di Sion, Losanna e Zurigo hanno accolto decine di feriti gravi, alcuni dei quali privi di documenti e irriconoscibili a causa delle ustioni.

La mancanza di elementi certi rende le operazioni di identificazione estremamente lente e complesse. Per questo l’appello della famiglia è rivolto anche a medici e personale sanitario che potrebbero riconoscere il ragazzo grazie ai dettagli diffusi.

Una famiglia sul posto, tra dolore e attesa

I genitori di Achille si trovano già a Crans-Montana, dove seguono da vicino le operazioni delle autorità svizzere. Nelle ultime ore sono stati raggiunti anche da altri familiari, tra cui il nonno e una zia. Con loro hanno portato persino il cane del ragazzo, nella speranza, anche simbolica, che possa aiutare in qualche modo nelle ricerche.

Achille viene descritto come un ragazzo sensibile e creativo, studente di un liceo artistico, con una grande passione per il disegno. Tra i dispersi figura anche una sua cara amica, segno di una tragedia che ha spezzato un intero gruppo di giovani legati da amicizie profonde.

In attesa di conferme ufficiali, l’Italia resta sospesa. Ogni ora che passa pesa come un macigno, mentre le famiglie dei dispersi attendono una risposta che possa porre fine all’incubo.