È durato poche ore il fermo di Can Yaman. L’attore è stato rilasciato dopo l’interrogatorio nell’ambito dell’operazione antidroga condotta nella notte tra venerdì e sabato a Istanbul, che ha coinvolto nove locali notturni e sette persone complessivamente arrestate. La notizia è stata confermata nel tardo pomeriggio dai principali media turchi.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Hürriyet, Can Yaman non risulta indagato nell’inchiesta principale coordinata dalla Procura di Istanbul, ma sarebbe stato fermato dopo essere stato trovato in possesso di sostanze stupefacenti durante una retata notturna della polizia. Dopo aver reso alcune dichiarazioni davanti agli inquirenti, l’attore è stato rimesso in libertà.
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Il blitz nei locali e il fermo in hotel
L’operazione antidroga ha interessato alcuni dei locali più frequentati della movida di Istanbul. Can Yaman si trovava all’interno dell’Hotel Bebek quando gli agenti hanno fatto irruzione nella struttura. Secondo le ricostruzioni, una segnalazione avrebbe indicato un presunto uso di droga da parte dell’attore.
Durante i controlli, il 36enne sarebbe stato trovato in possesso di sostanze stupefacenti e per questo accompagnato in caserma per gli accertamenti di rito. La Procura ha reso noto che nel corso dell’operazione sono state sequestrate cocaina, cannabis e pasticche, senza però specificare le quantità attribuibili ai singoli fermati.
La presunta “stanza segreta” e l’ipotesi dei video
Uno degli elementi che ha attirato maggiore attenzione riguarda il ritrovamento di una presunta “stanza segreta” all’interno dell’Hotel Bebek. Secondo indiscrezioni riportate dai media turchi, all’interno di questo ambiente sarebbero state effettuate alcune registrazioni.
L’ipotesi, al momento non confermata ufficialmente dagli inquirenti, è che eventuali video potessero essere utilizzati a scopo di ricatto. Si tratta però, precisano le fonti giudiziarie, di informazioni non ancora validate e che non rientrano in accuse formalizzate.
Gli altri arrestati e le accuse
Tra le sette persone fermate figurano anche attrici, influencer, youtuber e gestori dei locali perquisiti. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di possesso di sostanze stupefacenti a uso personale, favoreggiamento e agevolazione dell’uso di droga, oltre a ipotesi di mediazione e favoreggiamento della prostituzione.
Can Yaman e altri fermati sono stati inoltre condotti presso l’Istituto di medicina legale per essere sottoposti agli esami del sangue, necessari a verificare l’eventuale consumo di sostanze.
Nessun cambio in tv: confermata la messa in onda
Nonostante il clamore mediatico, in Italia non ci saranno modifiche alla programmazione televisiva. Mediaset ha confermato la messa in onda della puntata di C’è Posta per Te già registrata nei giorni scorsi, nella quale Can Yaman partecipa come ospite speciale.
La registrazione è avvenuta prima del fermo e, al momento, non sono emersi elementi tali da giustificare cambiamenti nel palinsesto.
Le incognite sul futuro professionale
Resta ora da capire quali potranno essere le ripercussioni sulla carriera dell’attore, impegnato in diversi progetti internazionali e ancora fortemente legato a produzioni di grande successo. Al momento non sono arrivate dichiarazioni ufficiali né dall’entourage né dai legali.
Con il rilascio dopo l’interrogatorio, la posizione giudiziaria di Can Yaman appare meno grave rispetto alle prime ore successive al blitz, ma l’inchiesta resta aperta e l’attenzione dei media rimane alta in attesa di eventuali sviluppi ufficiali.