giovedì, Febbraio 19

Usa pronti ad attaccare l’Iran: Trump valuta l’operazione

La tensione tra Stati Uniti e Iran ha raggiunto un livello critico. Secondo quanto riportato dal New York Times e rilanciato dalle principali agenzie internazionali, il Pentagono avrebbe già disposto il posizionamento strategico delle proprie forze militari in vista di un possibile attacco contro obiettivi iraniani.
La notizia, emersa nelle prime ore del 19 febbraio 2026, descrive uno scenario di massima allerta in Medio Oriente. Le forze statunitensi sarebbero pronte a intervenire con rapidità, ma la decisione finale spetterebbe al presidente Donald Trump, che non avrebbe ancora dato il via libera definitivo all’operazione.

Il dispiegamento del Pentagono

Fonti della Casa Bianca confermano che unità navali, aeree e terrestri sono state collocate in posizioni strategiche tali da consentire un attacco coordinato e tempestivo. La pianificazione logistica e operativa punta a ridurre al minimo i tempi di reazione in caso di ordine esecutivo.

Il dispiegamento ha un duplice significato: da un lato rappresenta una misura di preparazione concreta, dall’altro costituisce un segnale di deterrenza nei confronti di Teheran. Secondo le ricostruzioni, i piani d’emergenza sarebbero già stati approvati dai vertici militari, in attesa dell’ultima decisione politica.

Trump davanti a una scelta cruciale

Al centro della crisi si trova la valutazione dell’amministrazione Trump sui rischi e sui benefici di un’eventuale escalation. Un intervento militare comporterebbe conseguenze che andrebbero ben oltre l’area mediorientale, con possibili ripercussioni sui mercati finanziari e sul prezzo dell’energia.

Fonti vicine alla presidenza indicano il fine settimana come possibile finestra temporale critica per un’eventuale azione, anche se non emergerebbe ancora un consenso unanime all’interno dell’amministrazione sulla portata dell’operazione.

Il nodo energetico e lo Stretto di Hormuz

Uno dei principali fattori di rischio è rappresentato dallo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il traffico mondiale di petrolio. Un eventuale blocco dell’area potrebbe provocare un’impennata dei prezzi dei carburanti e una nuova crisi economica globale.

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