Il caso di Garlasco rimane sempre al centro del dibattito televisivo e, ancora una volta, è Vittorio Feltri a dire quello che molti pensano ma pochi hanno il coraggio di mettere nero su bianco. Il fondatore di Libero è stato ospite dell’ultima puntata di Dritto e Rovescio, il programma condotto da Paolo Del Debbio su Rete 4, e non si è risparmiato. Anzi, ha smontato pezzo per pezzo gli sviluppi recenti dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, concentrandosi sulla figura di Andrea Sempio e sulle mosse della Procura.
“Perché solo adesso? Ce lo spieghino”

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La domanda con cui Feltri ha aperto il suo intervento è quella che da settimane rimbalza tra addetti ai lavori e opinione pubblica: perché il nome di Andrea Sempio torna a fare capolino nell’inchiesta proprio adesso, a distanza di tanti anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, in provincia di Pavia?
Secondo Feltri la risposta è paradossalmente nella domanda stessa. Il ritardo con cui la pista è stata imboccata, o riesumata, sarebbe di per sé una spia di qualcosa che non torna. Come a dire: se ci fosse stato davvero qualcosa di concreto contro Sempio, sarebbe emerso molto prima. Il direttore ha rivolto la questione direttamente al pubblico e agli investigatori: “Perché Sempio, perché salta fuori solo adesso? Per quale motivo, ce lo spieghino. Noi che siamo il pubblico e assistiamo a queste sceneggiate vorremmo sapere perché, come mai solo adesso?”
E poi, il giudizio che ha fatto rumore: “Evidentemente perché non c’entra niente. La mia impressione è che siano innocenti tutti e due, sia quello condannato che quello indagato. Teoricamente è possibile.” Un’affermazione dirompente, che mette in discussione non solo la posizione di Sempio ma anche quella di Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni di reclusione per l’omicidio della fidanzata.
La perizia psichiatrica: “Allunga i tempi, qual è la ratio?”
Feltri ha poi spostato il mirino su un altro elemento dell’inchiesta che, a suo avviso, non regge a un’analisi logica: la consulenza psichiatrica disposta nei confronti di Andrea Sempio. Una decisione che, in questa fase del procedimento, appare quantomeno singolare al direttore di Libero.
“Allunga i tempi e può allungarli anche non di poco”, ha detto Feltri. “Quindi qual è la ratio? Chiedono una perizia psichiatrica sempre in questo momento, quando hai già depositato tutto?” Il sospetto, nemmeno troppo velato, è che la perizia serva più a prendere tempo che a fare chiarezza. E il tempo, in questo caso, favorirebbe chi gestisce l’inchiesta e chi ci costruisce attorno dibattiti, trasmissioni e interventi a ripetizione. “L’hanno chiesta in modo che passi molto tempo e ne diano tanto a te per fare questo programma”, ha detto rivolgendosi direttamente a Del Debbio, con la punta ironica che lo contraddistingue.