Alessandro Bastoni, 27 anni, difensore dell’Inter e della Nazionale, è indagato dalla Procura di Milano con l’ipotesi di reato di prostituzione minorile, nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta “agenzia delle escort”. Il suo legale respinge con fermezza ogni addebito. È bene chiarire subito che si tratta di un avviso di garanzia: Bastoni è indagato, non condannato, e fino a un eventuale accertamento definitivo vale pienamente la presunzione di innocenza.
L’accusa e la posizione della Procura

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Secondo l’ipotesi degli inquirenti, il difensore avrebbe avuto un incontro, in un appartamento messo a disposizione dall’organizzazione sotto inchiesta, con una ragazza che all’epoca dei fatti, risalenti al luglio 2020, aveva 17 anni. Un contatto che, stando all’accusa, sarebbe stato organizzato da un collaboratore dell’agenzia nell’ambito dei servizi che la società offriva a una clientela vip, composta in larga parte da calciatori.
Le chat e la cena sotto osservazione
Uno degli elementi finiti nell’inchiesta riguarda una serie di messaggi tra Bastoni e un conoscente. Nelle conversazioni si farebbe riferimento alla presenza di ragazze alla cena e all’organizzazione della serata. Secondo l’accusa, quel contesto potrebbe essere collegato a un presunto incontro con una ragazza minorenne.
La cena sarebbe stata a base di sushi e, sempre secondo la ricostruzione giornalistica, alcune spese sarebbero state sostenute dal giocatore. Gli atti citati dalla stampa parlano anche di un taxi e di un successivo spostamento nell’abitazione del calciatore. Sono dettagli che, presi singolarmente, non bastano a definire una responsabilità penale, ma che per la Procura rappresentano elementi da approfondire.
La posizione della ragazza
Un passaggio centrale riguarda proprio la testimonianza della ragazza coinvolta. Secondo quanto riportato, la giovane, ascoltata dagli inquirenti, avrebbe negato di aver ricevuto denaro da Bastoni e avrebbe escluso l’esistenza di un rapporto sessuale con lui. È un elemento importante, perché incide direttamente sulla ricostruzione dei fatti.
Resta però il lavoro degli investigatori, che stanno cercando di capire se attorno a quella serata vi sia stata o meno un’organizzazione finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, e se il calciatore fosse consapevole della situazione. La differenza tra una cena privata, un incontro tra adulti e un’ipotesi di reato è enorme, ed è proprio su questo confine che si muove l’indagine.
La ricostruzione, tuttavia, è ancora al vaglio e presenta elementi non lineari. La giovane, sentita come testimone, avrebbe dichiarato di non aver ricevuto nulla dal calciatore. Resta agli atti dell’indagine traccia documentale di un contatto, elemento che gli inquirenti dovranno ora valutare per ricostruire l’esatta dinamica.
La smentita del legale
La difesa del giocatore respinge nettamente l’impianto accusatorio. “Posso escludere che il mio assistito abbia mai avuto rapporti a pagamento, tanto meno con minorenni”, ha dichiarato l’avvocato Salvatore Scuto, legale di Bastoni. Il difensore dell’Inter è stato convocato per venerdì, quando sarà interrogato dagli inquirenti e potrà fornire la propria versione dei fatti.
Il quadro dell’inchiesta
L’indagine, coordinata dall’aggiunta Bruna Albertini e dalla pm Rosaria Stagnaro insieme alla Guardia di Finanza, riguarda una società di eventi con sede nel Milanese. Lo scorso aprile il procedimento aveva già portato agli arresti domiciliari quattro persone, tra cui la titolare dell’agenzia e alcuni collaboratori, accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione. Un impianto accusatorio che ora si è esteso, con l’ipotesi di prostituzione minorile, anche alla posizione di alcune delle persone già coinvolte.
Secondo gli investigatori, l’organizzazione avrebbe gestito serate ed eventi per clienti facoltosi nei locali più esclusivi di Milano, con un’offerta che, per chi lo richiedeva, prevedeva anche il proseguimento della nottata in appartamenti riservati.
Gli altri calciatori: convocati come testimoni
Nell’ambito degli accertamenti, la Guardia di Finanza ha convocato altri calciatori per rendere sommarie informazioni testimoniali. Tra questi figurano Daniel Maldini, Riccardo Calafiori e Kevin Bonifazi. È importante sottolineare che i tre non risultano indagati e sono stati chiamati esclusivamente in qualità di testimoni: un ruolo del tutto diverso da quello del difensore dell’Inter, e che non implica alcun addebito nei loro confronti.
L’interrogatorio di venerdì rappresenterà un passaggio chiave: sarà l’occasione per Bastoni di replicare punto per punto alle contestazioni. Nel frattempo l’inchiesta prosegue per ricostruire l’intera vicenda dell’agenzia finita sotto la lente della magistratura. Allo stato, l’unica certezza è l’apertura del procedimento: ogni valutazione sulle responsabilità spetta esclusivamente al giudice, nel rispetto delle garanzie processuali.