Doveva essere una domenica di sport e passione. Si è trasformata in una giornata di lutto. Durante la Granfondo di Torino 2026, disputata oggi domenica 19 aprile sulle strade della collina torinese con migliaia di appassionati al via, due cicloamatori hanno perso la vita a causa di malori improvvisi. Entrambi gli episodi si sono verificati nella stessa zona del percorso, nel tratto compreso tra Valle Ceppi e Chieri. I soccorsi sono stati immediati, ma non c’è stato nulla da fare per nessuno dei due.
Il primo malore: 61 anni, elisoccorso e l’arrivo in arresto cardiaco

Il primo dramma ha coinvolto un uomo di 61 anni. Colto da malore durante la gara, è stato soccorso tempestivamente dal personale sanitario presente sul percorso. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime, tanto da richiedere il trasporto d’urgenza in elisoccorso da parte del 118 Azienda Zero verso l’ospedale Molinette di Torino. Il ciclista è arrivato in arresto cardiaco. I medici hanno fatto di tutto, ma poco dopo i tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili. Il decesso è stato dichiarato in ospedale.
Il secondo malore: 68 anni, stessa zona, stesso tragico epilogo
Nello stesso frangente, a poca distanza dal primo episodio, un secondo partecipante di 68 anni è stato colto da un malore fatale. In questo caso è intervenuta l’ambulanza in servizio per la manifestazione, che ha trasportato l’uomo all’ospedale di Chieri. Anche per lui i tentativi di rianimazione non hanno avuto esito. Due uomini, la stessa passione per il ciclismo, lo stesso tratto di strada, lo stesso destino.
Gli organizzatori: “L’aspetto sportivo perde ogni rilevanza”
La reazione del Gs Alpi, società organizzatrice della Granfondo, è arrivata con parole cariche di dolore e rispetto. “Una tragedia che non avremmo mai voluto raccontare”, si legge nella nota ufficiale. Gli organizzatori hanno annunciato l’immediata sospensione di ogni attività celebrativa: “In questo momento di immenso dolore, l’aspetto sportivo perde ogni rilevanza”. Una scelta doverosa, che trasforma quella che doveva essere una festa dello sport in una giornata di silenzio e raccoglimento.
Il rischio dei grandi sforzi nelle gare amatoriali
La doppia tragedia di oggi riaccende il dibattito su un tema che torna puntualmente ogni volta che eventi sportivi di massa si concludono con episodi simili. Le granfondo ciclistiche coinvolgono spesso partecipanti di età avanzata, non professionisti, che si cimentano in percorsi impegnativi senza sempre avere una preparazione fisica adeguata o un monitoraggio cardiologico preventivo sufficiente. Lo sforzo prolungato, le salite, le variazioni di ritmo possono mettere sotto pressione un sistema cardiovascolare che magari non ha mai dato segnali di allarme.