domenica, Aprile 19

Alessandro Venturelli scomparso da 5 anni: la mamma ha avuto un aneurisma e 40 giorni di coma

Il padre Roberto conserva una speranza fragile ma necessaria: “In cuor nostro ci viene da dire che lui sia con qualcuno. Non pensiamo sia un senzatetto”. E aggiunge la domanda di un uomo che non chiede il ritorno ma solo la certezza: “Come figlio di Roberta e Roberto devi dirci che ci sei e che ti stai facendo la tua vita. Poi noi siamo a posto”.

Resta aperta l’ipotesi, suggerita anche dagli amici di Alessandro, di un cambiamento improvviso nei mesi prima della sparizione: “Come se avesse incontrato qualcuno che gli abbia fatto il lavaggio del cervello”. Una pista mai del tutto esplorata, mai del tutto abbandonata.

“Cerco mio figlio, non un paio di scarpe”

C’è una frase, tra tutte quelle pronunciate da Roberta, che rimane. “Cerco mio figlio, non un paio di scarpe. È la mia ragione di vita. Trascorro le mie notti sul divano e mi chiedo dove sia mio figlio”. Un dolore che non ha bisogno di spiegazioni, che non chiede comprensione ma la ottiene comunque, perché è il dolore più universale che esista.

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La scomparsa di Alessandro Venturelli è stata archiviata. Ma per Roberta e Roberto non esiste archiviazione. Esiste solo la prossima mattina, la prossima segnalazione, il prossimo viaggio. E quel nome, Alessandro, che una madre ha tenuto in testa anche mentre il suo corpo stava cedendo in un letto di ospedale.

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