domenica, Marzo 1

Basi Usa nel mirino dopo l’uccisione di Khamenei: 27 attacchi iraniani, missili su Dubai e Golfo

La risposta iraniana ha colpito anche obiettivi simbolici. A Dubai si sono registrate esplosioni nell’area di Palm Jumeirah, con quattro feriti. Segnalati danni a hotel di lusso come Burj Al Arab e Fairmont The Palm. Ad Abu Dhabi una persona sarebbe rimasta uccisa nei pressi dell’aeroporto.

La televisione di Stato iraniana parla di una “vasta offensiva” contro installazioni militari americane e israeliane. Nel frattempo, nuove esplosioni sono state segnalate a Tel Aviv e sirene d’allarme hanno risuonato in diverse città israeliane.

Trump avverte: “Meglio che non reagiscano”

Il presidente americano Donald Trump ha lanciato un monito diretto a Teheran: “Hanno detto che attaccheranno come mai hanno fatto prima. È meglio che non lo facciano”. In un’intervista ha aggiunto che una soluzione diplomatica sarebbe ora “più facile”, sostenendo che l’Iran si trova sotto “pesanti pressioni”.

Il tycoon ha anche dichiarato che esistono “buoni candidati” per guidare il Paese dopo Khamenei, lasciando intendere che Washington segue da vicino gli sviluppi interni iraniani.

Pasdaran: “Offensiva più feroce della storia”

Le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato l’avvio di quella che definiscono “l’operazione offensiva più feroce della storia” contro Israele e le basi statunitensi. Secondo i media iraniani, sarebbero stati uccisi anche il comandante dei Pasdaran Mohammad Pakpour e il consigliere per la sicurezza Ali Shamkhani.

In Iran, intanto, migliaia di persone sono scese in piazza dopo la notizia della morte di Khamenei. In alcune zone si sono registrati cortei, fuochi d’artificio e slogan, in un clima che oscilla tra lutto e tensione politica.

Scenario di escalation regionale

Con lo Stretto di Hormuz dichiarato non sicuro e le portaerei americane nel Mediterraneo e nel Mare Arabico in stato di massima allerta, il rischio è quello di un allargamento del conflitto a livello regionale.

Ogni nuova ondata di missili aumenta la probabilità di una reazione a catena. Le basi americane nel Golfo, nate come strumenti di deterrenza, si trovano ora al centro di uno scenario bellico che potrebbe ridisegnare gli equilibri del Medio Oriente.

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