Caso Garlasco, parla la madre di Alberto Stasi:
Leggi anche:Auto investe tre pedoni a Genova: paura a Cornigliano
Leggi anche:Tragedia in autostrada, schianto choc in galleria: ci sono morti
Elisabetta Ligabò Stasi, madre di Alberto Stasi – condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco nel 2007 – rompe un lungo silenzio e lo fa con parole forti, cariche di rabbia e frustrazione.
Dopo più di quindici anni di processi, indagini, dubbi e sentenze, la donna torna a far sentire la sua voce pubblicamente, spinta dai recenti sviluppi che gettano nuova luce sul delitto.
“È uno schifo, mi dispiace dirlo così”: lo sfogo della madre
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, secondo la signora Ligabò, è stata la notizia del ritrovamento di un’impronta di Andrea Sempio sulla scena del crimine, elemento che potrebbe potenzialmente aprire nuove piste investigative. Il tono delle sue parole è chiaro e netto: “Quello che sta emergendo è qualcosa di sconvolgente. È davvero uno schifo, e mi dispiace dover usare un termine così duro, ma è quello che provo. Non riesco a definire altrimenti tutto ciò”.
Una dichiarazione che trasuda sdegno, sorpresa e dolore. “Mi sembra assurdo – prosegue – davvero non riesco a capire come possa essere successo tutto questo. La domanda vera andrebbe fatta a chi ha deciso di condannare mio figlio”.
Alberto Stasi, tra silenzi e dignità: “Un ragazzo educato, sempre”
Parlando del figlio, la madre ricorda il comportamento di Alberto nel corso di questi lunghi anni. “È sempre stato un ragazzo rispettoso, educato. Ma purtroppo questo non ha avuto alcun peso. Nessuno ha mai cercato di capire veramente il suo carattere”.
Secondo la donna, il modo in cui il figlio ha affrontato il processo è stato mal interpretato: “Non ha mai urlato, non si è mai agitato. Non perché fosse rassegnato, ma semplicemente non fa parte del suo modo di essere. Non è nel suo carattere protestare. Tuttavia, questo è stato visto come una sorta di ammissione, come se stesse accettando il suo destino. Invece no: Alberto ha sempre gridato la sua innocenza. Solo che lo ha fatto con compostezza”.
E poi aggiunge, con un pizzico di orgoglio e tanta amarezza: “È andato avanti come un soldato, sempre. E questo per me dice molto su di lui”.
“Non ho mai avuto dubbi su mio figlio”
Elisabetta Ligabò si dice certa, da sempre, dell’innocenza di suo figlio. “Non ho mai avuto alcun dubbio, nemmeno per un attimo. Conosco mio figlio, conosco i suoi valori, la sua umanità. Non avrei mai potuto credere a una simile accusa, nemmeno nei momenti più difficili”.
Alla domanda su Andrea Sempio – l’amico di Chiara Poggi la cui impronta è stata rilevata negli ultimi sviluppi – risponde in modo categorico: “Di quella persona non voglio parlare. Non voglio nemmeno sentirne pronunciare il nome. Per me non esiste. E non aggiungo altro”.
Una richiesta di giustizia: “Verità per Chiara e per Alberto”
La madre di Alberto non si limita a difendere il figlio, ma allarga il discorso anche alla memoria della vittima. “Chiediamo giustizia, sì, ma anche verità. Verità per Chiara, perché la sua morte merita risposte vere, non capri espiatori. E giustizia per Alberto, che ha pagato – e sta pagando – un prezzo altissimo, forse per errori, forse per fretta, forse per pregiudizi”.
Una posizione che sottolinea la complessità del caso Garlasco, una vicenda che da anni divide opinione pubblica e mondo giudiziario.
Il rapporto con la famiglia Poggi: dolore e distanze
Un passaggio delicato dell’intervista è quello relativo ai genitori di Chiara Poggi. In particolare, alla madre della giovane vittima. “Posso solo immaginare il suo dolore – dice la signora Ligabò – perdere un figlio è la tragedia più grande che un genitore possa affrontare. E nessuno dovrebbe vivere una cosa simile”.
Tuttavia, a questa comprensione si affianca una forte delusione: “Non capisco questa chiusura, questa ostilità. Vedo che ogni volta che si parla di noi, il loro atteggiamento è molto duro. Forse è comprensibile, ma fa male. Io, da parte mia, sarei anche disposta ad avvicinarmi, a parlare. Ma se dall’altra parte c’è solo un muro, cosa posso fare? Sento che da loro non c’è nessuna disponibilità al dialogo. E io non voglio forzare niente”.
Un caso che non smette di far discutere
Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi è uno dei più discussi della cronaca nera italiana degli ultimi decenni. L’arresto di Alberto Stasi, il processo, le assoluzioni iniziali e poi la condanna definitiva hanno alimentato un dibattito infinito tra innocentisti e colpevolisti.
Oggi, a distanza di tanti anni, nuove possibili evidenze stanno emergendo, alimentando il sospetto che non tutto sia stato detto, che non tutte le verità siano venute a galla.


