Molte domande restano infatti senza risposta. E la Procura, in questi mesi, ha accumulato materiale che non è ancora stato reso noto.
I punti ancora da chiarire
Tra gli elementi più rilevanti ancora aperti:
- l’impronta 33: un palmo di mano destra rinvenuto sul muretto delle scale dove fu trovato il corpo di Chiara. Non appartiene a Stasi né ai familiari;
- la nuova consulenza affidata all’anatomopatologa Cristina Cattaneo, chiamata a riesaminare le ferite e la dinamica dell’aggressione;
- le verifiche sullo scontrino che nel 2008 Sempio portò come alibi;
- indagini sul possibile movente, che i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano starebbero approfondendo da nove mesi.
L’inchiesta tra vecchi dubbi e nuovi scenari
L’insieme degli elementi tecnici, delle consulenze e delle tracce rimaste senza una collocazione certa potrebbe ridefinire parte della storia giudiziaria del delitto di Garlasco. Non solo sul piano scientifico, ma anche su quello delle responsabilità.
Gli investigatori sono consapevoli che ogni passaggio dovrà essere verificato con rigore, soprattutto dopo anni segnati da sentenze, ricorsi, ricostruzioni contrapposte e un’attenzione mediatica costante.
Il 18 dicembre non segnerà una conclusione, ma il momento da cui potrebbe partire un nuovo capitolo.
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