Cos’è lo zirconio e perché è così importante in questa indagine
Lo zirconio non è una sostanza che si trova facilmente su un paio di scarpe in circostanze normali. Si tratta di un elemento chimico utilizzato principalmente in ambito industriale: tra le sue applicazioni più comuni c’è l’uso come abrasivo professionale per l’affilatura di lame e coltelli, dove viene impiegato sotto forma di ossido di zirconio — la zirconia — per le sue caratteristiche di durezza e resistenza all’usura. Trovare tracce di questa sostanza sulle scarpe di una donna che non svolgeva attività industriali è un dato anomalo, che richiede una spiegazione.
Quella spiegazione, secondo gli inquirenti, potrebbe passare per il marito. Sebastiano Visentin, unico indagato nel procedimento, esercitava la professione di arrotino per diversi esercizi della città. Un’attività che implica il maneggio quotidiano di lame e l’uso di materiali abrasivi come quelli a base di zirconio. Se Liliana fosse venuta in contatto con ambienti o superfici legate a quell’attività — in casa, su un veicolo, in un luogo di lavoro — la presenza di quelle tracce sulle sue scarpe troverebbe una spiegazione concreta. Ed è esattamente questo nesso che gli inquirenti stanno cercando di dimostrare attraverso la perizia tecnica in corso.
Proroga di trenta giorni: il cordino e il laccio sotto analisi
La novità sullo zirconio arriva in una fase di intensa attività peritale. La GIP Flavia Mangiante ha concesso una proroga di trenta giorni per il deposito della perizia definitiva, in considerazione della complessità degli accertamenti tecnici in corso. Il pool di esperti nominati dalla magistratura sta lavorando su due reperti considerati cruciali: il cordino trovato attorno al collo di Liliana al momento del ritrovamento e il laccio che teneva unite le sue chiavi. L’obiettivo è isolare eventuali tracce di DNA o altri residui biologici che possano finalmente fornire una risposta alla domanda che tiene in sospeso l’Italia da oltre quattro anni: Liliana Resinovich si è tolta la vita o è stata uccisa?
La risposta ufficiale della scienza non è ancora arrivata. Ma con ogni nuova perizia, con ogni traccia analizzata in laboratorio, il margine di incertezza si riduce. La prossima udienza è stata fissata per il 26 giugno 2026: una data che potrebbe segnare una svolta definitiva in uno dei casi di cronaca più seguiti e discussi degli ultimi anni in Italia.

















