Crans-Montana, troupe Rai aggredita mentre documentava la strage: minacce e spintoni al giornalista

Momenti di forte tensione a Crans-Montana, in Svizzera, dove una troupe televisiva italiana è stata aggredita mentre stava lavorando su un approfondimento legato alla strage di Capodanno. Il giornalista, impegnato in un servizio sul luogo della tragedia, è stato insultato, minacciato e spintonato da alcune persone presenti nella zona.

L’episodio è avvenuto nei pressi di uno dei locali riconducibili ai proprietari del bar-discoteca coinvolto nell’incendio che, nella notte di San Silvestro, ha causato decine di vittime e numerosi feriti.

Insulti, minacce e spintoni

Secondo quanto ricostruito, l’aggressione è iniziata con offese verbali e intimidazioni, per poi degenerare in spinte nei confronti del giornalista e dei membri della troupe. La situazione è rapidamente diventata pericolosa, tanto da costringere il gruppo a rifugiarsi nelle automobili per mettersi al sicuro.

Nonostante il tentativo di allontanarsi, gli aggressori avrebbero continuato a colpire i veicoli e a urlare insulti. L’episodio non sarebbe stato isolato: anche un’altra troupe televisiva straniera avrebbe subito pressioni e atteggiamenti ostili nelle stesse ore.

Il racconto del giornalista

A distanza di poco tempo dai fatti, il giornalista ha voluto rassicurare colleghi e spettatori sulle proprie condizioni, spiegando che la situazione si è poi risolta senza conseguenze fisiche gravi.

Attraverso alcuni messaggi pubblicati sui social, ha raccontato il clima che si respira in questi giorni a Crans-Montana: dolore, rabbia e tensione. «Ho ascoltato storie di sofferenza profonda, di giovani che lottano tra la vita e la morte», ha scritto, sottolineando come il rispetto e l’empatia sembrino spesso smarrirsi proprio nei momenti più tragici.

Un clima sempre più teso dopo la strage

L’aggressione alla troupe si inserisce in un contesto già estremamente delicato. Dopo l’incendio che ha devastato il locale durante i festeggiamenti di Capodanno, le autorità svizzere hanno avviato un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità legate alla sicurezza e al rispetto delle norme antincendio.

La presenza dei media sul posto, impegnati a raccontare quanto accaduto e a raccogliere testimonianze, sembra però aver contribuito ad alimentare un clima di ostilità e nervosismo.

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