venerdì, Febbraio 27

Crans-Montana, il bollettino dal Niguarda: “La lotta è dura”

Per altri due giovani si sta valutando il trasferimento in strutture ospedaliere diverse dal Niguarda, un passaggio che consentirebbe di proseguire le cure in un contesto meno emergenziale. Tuttavia, la maggior parte dei ricoverati resta in condizioni definite “particolarmente critiche”, con diversi livelli di gravità.

Il sostegno psicologico e la forza delle famiglie

Accanto alla battaglia clinica, si combatte anche quella psicologica. L’ospedale ha attivato un supporto dedicato per i familiari e per i pazienti coscienti, molti dei quali sono ancora sotto choc per quanto vissuto. Il trauma dell’incendio, la perdita di amici e la prospettiva di lunghi mesi di ospedale rappresentano un carico emotivo enorme.

Tra le storie emerse in queste ore, quella della famiglia Bove ha colpito particolarmente. Mattia, fratello maggiore di Leonardo, ha affrontato l’ultimo esame universitario proprio nei giorni dell’attesa per il rientro del fratello, superandolo con un ottimo risultato. Un gesto che Bertolaso ha voluto citare come simbolo di resilienza e di speranza in un contesto dominato dal dolore.

Una lotta lunga, senza illusioni ma senza resa

Il messaggio finale dell’assessore resta improntato a un realismo severo: «La lotta è estremamente dura». Non c’è spazio per facili ottimismi, ma nemmeno per il pessimismo assoluto. I medici continuano a lavorare senza sosta, consapevoli che il decorso sarà lungo e accidentato, ma determinati a non arrendersi davanti a nessuno dei casi.

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