Crans-Montana, il padre del 16enne ricoverato al Niguarda: “Ustioni su nuca, schiena e braccia. È vivo”

La rapidità con cui l’incendio si è sviluppato ha colto tutti di sorpresa, rendendo difficilissima la fuga. Molti ragazzi sono rimasti intrappolati o sono stati investiti dalle fiamme mentre cercavano un’uscita.

Farnesina sotto pressione e famiglie in attesa

Per ore, nella notte di Capodanno e per tutta la giornata successiva, decine di famiglie italiane hanno vissuto nell’angoscia. Telefoni muti, notizie frammentarie, ospedali saturi. L’unità di crisi della Farnesina è stata sommersa di richieste di informazioni, mentre il ministro degli Esteri ha seguito direttamente l’evolversi della situazione.

Con il passare delle ore, molti ragazzi sono stati rintracciati negli ospedali svizzeri o trasferiti in altri Paesi. L’elenco dei dispersi si è progressivamente ridotto, ma il bilancio resta pesantissimo.

Un dramma che segna l’inizio del 2026

La tragedia di Crans-Montana ha colpito in modo particolare giovanissimi, molti dei quali minorenni. Un Capodanno che doveva essere una festa si è trasformato in una notte di morte e dolore, lasciando segni profondi nelle famiglie coinvolte e nell’opinione pubblica.

Per il padre del sedicenne ricoverato al Niguarda, ora l’unica priorità è la sopravvivenza del figlio. «Il resto verrà dopo», ha detto. «Adesso conta solo che ce la faccia».

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