Il corpo di Cyane, ritrovato gravemente ustionato sul piazzale davanti al locale, sarebbe stato identificato solo dopo tre giorni, a causa delle condizioni in cui si trovava.
Chi era Cyane Panine
Originaria di Sète, nel sud della Francia, Cyane lavorava da alcuni anni come cameriera stagionale nel Canton Vallese. Una scelta comune tra tanti giovani europei attratti dal lavoro nelle stazioni sciistiche di lusso.
“In un posto così non ci si aspetta una tragedia del genere. Mia figlia lavorava lì e io ero tranquillo”, ha spiegato ancora il padre.
Quella sera non doveva essere in sala
Un altro elemento emerso è particolarmente rilevante: la sera della tragedia Cyane non avrebbe dovuto servire ai tavoli. Secondo quanto riferito dall’avvocato della famiglia, il suo compito era quello di accogliere gli ospiti al piano terra.
Sarebbe stata Jessica Moretti, una delle proprietarie del locale, a chiederle di scendere nel seminterrato per aiutare gli altri camerieri nel servizio.
Dall’orrore del rogo all’orrore mediatico
La vicenda di Cyane Panine racconta non solo la tragedia di Crans-Montana, ma anche un altro fenomeno inquietante: la violenza dell’odio mediatico, che colpisce persino chi non può più difendersi.
Una ragazza morta a 24 anni, trasformata in bersaglio di accuse e insulti, mentre le responsabilità reali restano al centro delle indagini giudiziarie. Un secondo rogo, questa volta virtuale, che continua a bruciare.



















