Secondo questa lettura, l’episodio sarebbe il sintomo di una politica estera troppo allineata e poco autonoma. Un’accusa che si inserisce nel più ampio dibattito sulle relazioni con la NATO e con Washington.
La replica della maggioranza
La maggioranza ha respinto le richieste di dimissioni, definendole strumentali. Esponenti di Fratelli d’Italia hanno parlato di polemica politica fuori luogo, sottolineando che il governo resta pienamente operativo.
Da Palazzo Chigi è stato convocato un vertice con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il sottosegretario Mantovano. Crosetto ha partecipato in collegamento, insieme ad altri membri dell’esecutivo, per coordinare le misure relative alla crisi e al rientro dei cittadini italiani.
Emergenza o coincidenza?
Il nodo politico resta aperto: l’assenza fisica del ministro della Difesa dal territorio nazionale, in una fase di emergenza internazionale, è solo una coincidenza sfortunata oppure un problema istituzionale?
Per l’opposizione è il simbolo di un governo impreparato. Per la maggioranza si tratta di un episodio contingente, gestito con collegamenti costanti e riunioni operative. Intanto, mentre la crisi in Medio Oriente evolve rapidamente, il confronto politico interno si fa sempre più acceso.

















