venerdì, Aprile 10

Italia, nuovo Ct dopo il flop Mondiali: scelto Silvio Baldini, chi è

Una strategia facilitata anche dal calendario, che non prevede impegni ufficiali per gli azzurrini fino a settembre. Questo permetterà di testare i talenti emergenti in un contesto di alto livello, accelerando il loro percorso di crescita.

L’obiettivo è duplice: costruire una base solida per il futuro, ma anche verificare subito chi è pronto per il salto definitivo nella Nazionale maggiore.

I pochi confermati e l’equilibrio della squadra

Non mancheranno però alcune eccezioni. Baldini sembra intenzionato a mantenere un minimo di continuità inserendo pochi elementi già nel giro della Nazionale A, soprattutto quelli più giovani o considerati funzionali al nuovo progetto.

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Tra i nomi che potrebbero rappresentare il ponte tra passato e futuro ci sono Pisilli e Pio Esposito, insieme ad altri profili in crescita come Carnesecchi, Scalvini e Coppola. Giocatori che, pur avendo già assaggiato il livello più alto, sono ancora perfettamente integrabili in un progetto a lungo termine.

Nuovi talenti pronti al debutto

Le amichevoli contro Grecia e Lussemburgo saranno l’occasione per vedere all’opera diversi volti nuovi. Tra i possibili convocati spiccano nomi come Kayode, Bartesaghi, Comuzzo e Ndour, oltre ad altri giovani interessanti come Lipani, Koleosho ed Ekhator.

Si tratta di una vera e propria scommessa collettiva: trasformare un gruppo di talenti individuali in una squadra competitiva nel giro di poche settimane. Un compito tutt’altro che semplice, ma inevitabile in una fase di rifondazione.

Il cammino verso il 2030

Il debutto di Baldini rappresenterà solo il primo passo. Dopo le amichevoli di giugno, l’Italia tornerà in campo a settembre per la Nations League, con un calendario fitto che offrirà indicazioni più concrete sul valore della nuova Nazionale.

La strada è lunga e piena di incognite, ma la direzione sembra ormai tracciata: puntare sui giovani, costruire un’identità nuova e lasciarsi alle spalle le delusioni recenti. Il percorso verso i Mondiali del 2030 è appena iniziato, e passa da una rivoluzione che non ammette mezze misure.

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