Una presa di posizione netta, che segna l’intenzione di riportare la vicenda su un terreno giuridico meno contaminato dal clamore mediatico.
La casa come possibilità concreta: “È il luogo perfetto per loro”
Carusi, che ha già ospitato Nathan per il sopralluogo, descrive il casolare con toni affettuosi: “È la casa dove sono cresciuto. So cosa significa vivere senza riscaldamento, con i camini, con la natura intorno. Non mi scandalizzo del loro stile di vita: l’ho vissuto anch’io”.
La struttura, pur essenziale, offre sicurezza, privacy e condizioni igieniche adeguate. Una soluzione che potrebbe rispondere alle richieste del Tribunale mentre i genitori ristrutturano la loro abitazione originale.
Ora il nodo decisivo: il giudice
Il passeggero successivo dipenderà interamente dal Tribunale per i Minorenni dell’Aquila. La scelta della casa, unita al reclamo e alla disponibilità dichiarata a collaborare, potrebbe accelerare un eventuale percorso di ricongiungimento, anche graduale.
Per la prima volta dopo settimane di scontri e accuse incrociate, la vicenda sembra avviarsi verso una possibile soluzione. Una famiglia in difficoltà, un territorio che tende la mano, un casolare nel bosco che diventa occasione di ripartenza: da qui potrebbe davvero ricominciare tutto.
















